La terza e ultima settima del Giro d’Italia si aprirà con uno degli appuntamenti più attesi in questa edizione: la sedicesima frazione da Lovere a Ponte di Legno, in programma martedì 28 maggio, che resta la tappa regina della corsa rosa nonostante la cancellazione del Gavia, rispetto al percorso originale, a causa dei capricci del meteo. Infatti, come ufficialmente comunicato dal direttore del Giro Mauro Vegni, in base alle segnalazioni dei meteorologi della Regione Lombardia, “c’è un forte rischio slavine”.

Il Gavia era la Cima Coppi di questa edizione, la nuova ora è il Passo Manghen (2047 metri) che sarà scalato il penultimo giorno (20ᵃ tappa Feltre-Croce d’Aune). La Lovere-Ponte di Legno, rivisitata nel tracciato, sarà ridotto dai 226 km inizialmente programmati a 194 km con un dislivello di 4800 metri e tantissima salita comprendente il logorante Passo del Mortirolo, una delle salite più dure d'Europa.

Lovere è alla prima assoluta come città di tappa della corsa rosa mentre Ponte di Legno è in precedenza stata una sola volta sede di arrivo, nel 1971, con il veneto Lino Farisato primo al traguardo. La sedicesima tappa del Giro partirà alle 10:30 mentre l’arrivo è invece previsto verso le 17:15. La corsa sarà visibile come sempre in diretta tv su Rai Sport con il consueto passaggio su Rai 2 dalle 14:30 oltre che in diretta streaming su RaiPlay.

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Percorso

Con partenza da Lovere la tappa si disputerà interamente in Lombardia attraversando le province di Bergamo, Brescia e Sondrio. Percorso subito a salire e dopo 24,2 km di gara iniziano le arrampicate con il Passo della Presolana (4 km al 7%) quindi proseguendo la Croce di Salven (9 km al 3%) e poi, al km 89.6, la salita inedita del Cevo con i suoi 10.6 km al 5,9% di pendenza media primo Gpm della giornata (di 3ᵃ categoria).

A questo punto si scenderà a Derno e poi fino allo sprint intermedio di Edolo. Da qui inizierà la scalata per l’Aprica che sarà affrontata dalla parte più complicata transitando dal paese: 13 chilometri e 900 metri attorno al 3,5% e picchi all'11%. Quindi discesa verso Tirano e immediata risalita fino a Mazzo di Valtellina (secondo traguardo volante), preludio al leggendario Passo del Mortirolo che sarà aggredito dal più classico e più duro dei suoi versanti, per l’appunto, quello settentrionale.

Il passo del Mortirolo

Strada secondaria di montagna per anni, nota come Passo della Foppa, il Mortirolo è stato inserito nel percorso del Giro a partire dal 1990, diventando in breve tempo una cima leggendaria della Corsa Rosa, con imprese memorabili di Marco Pantani, Ivan Basso e Ivan Gotti. L’ultimo passaggio del Giro d’Italia sul Mortirolo risale all’edizione del centenario, con Leon Sanchez che vinse il Gpm e Vincenzo Nibali la tappa che si concluse a Bormio.

Il gigante compare al km 166.3: 11.9 chilometri all’11% di pendenza media e rampe fino al 18%. Una salita infernale che non concede un attimo di tregua. Una volta in vetta, a quota 1854 metri, lunga discesa su Monno prima che la corsa riprenderà a salire con pendenze non accentuante (3,5%).

Negli ultimi 15 km fino alla chiusura di Ponte di Legno.

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