Come in tutti gli altri sport, anche nel Ciclismo la preparazione atletica, la programmazione e il recupero hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni. Oggi le squadre del World Tour hanno molti collaboratori esperti di uno specifico settore, e proprio nella scelta di questi specialisti si gioca una parte fondamentale dei successi dei corridori, spinti da un mosaico di competenze più o meno valide e all'avanguardia.

Tra le squadre che stanno meglio interpretando questa evoluzione del ciclismo rimanendo all'interno delle regole c’è sicuramente la Deceuninck-Quickstep, reduce da una stagione da sogno e grande protagonista anche in questa prima fase del 2019.

L'indagine del professor Hespel

Nel 2018, quella che allora era solo Quickstep ha ottenuto la bellezza di 73 vittorie, dando soprattutto l'impressione di riuscire a portare ai massimi risultati tutti i propri corridori, al di là delle cessioni e degli acquisti sul ciclomercato.

Tra i segreti della squadra belga c'è anche uno staff tecnico e scientifico di assoluta qualità. Molti atleti di quella che quest'anno è diventata Deceuninck-Quickstep collaborano anche con un fisiologo fiammingo, il professor Peter Hespel, che ha recentemente pubblicato un nuovo studio sui chetoni, il cui corretto uso è in grado di dare una spinta notevole alle prestazioni in sport di resistenza pur senza sconfinare nel doping.

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Ciclismo

I chetoni sono prodotti in maniera naturale dal nostro organismo quando rielabora i grassi. Entrando in azione, stimolano l'utilizzo dei grasso al posto delle riserve di glucosio e proteggono i muscoli. Il ricorso ai chetoni non è una novità assoluta, e già da anni se ne parla negli sport di alto livello, ma ora ci sono basi più concrete per arrivare ad un rendimento sempre più ottimale.

Il professor Hespel ha condotto un'indagine, dividendo un gruppo di persone in due parti e facendoli pedalare per tre settimane, simulando così la durata di una corsa come il Tour de France.

Una parte di questi individui ha utilizzato i chetoni, un'altra no. "Dopo tre settimane erano tutti in ginocchio, con i sintomi della fatica che hanno i grandi corridori dopo le corse a tappe. La differenza è che i soggetti del test che hanno usato i chetoni hanno manifestato molto meno questi sintomi, hanno continuato a mangiare meglio, ad avere risultati migliori e recuperare molto più velocemente", ha dichiarato il fisiologo fiammingo.

Secondi i dati del professor Hespel, il gruppo che ha utilizzato i chetoni è riuscito a sviluppare un 15% di volume di allenamento in più nella terza settimana, ed anche nella prova a cronometro conclusiva il miglioramento medio di questa parte di persone è stata ugualmente del 15%.

'I chetoni sono un pezzo del puzzle'

Hespel si è dichiarato sbalordito dai risultati raggiunti con i chetoni. "Studio la nutrizione, la prestazione sportiva e l'allenamento fin dagli anni ottanta.

Penso che sono stato il primo in Belgio ad usare la creatina e la beta-alanina e sospetto che ora sono il primo a fare certe cose con i chetoni. Devo dire che per me questo non si è mai visto. Gli effetti raggiunti con i chetoni sono molte volte maggiori rispetto a quelli ottenuti con qualsiasi altro integratore alimentare o bevanda sportiva. A mio parere è uno spettacolare miglioramento dei risultati", ha spiegato Hespel.

I chetoni sono in circolazione da ormai un paio di decenni e la Wada, l'Agenzia mondiale antidoping, ne ha legittimato l’utilizzo. "Sono stati esaminati in dettaglio e non è stato trovato alcun argomento per inserirli nell'elenco dei farmaci", ha spiegato Hespel, per poi raccontare il suo impegno al fianco dei campioni del ciclismo e soprattutto della Quickstep. "Una volta ho sentito un corridore che aveva partecipato a 12 Tour de France. In uno di questi Tour aveva usato i chetoni e il suo battito cardiaco a Parigi era appena sceso rispetto a quello che aveva nel prologo", ha ricordato lo specialista, dimostrando quanto l'uso dei chetoni influisca sul recupero in uno sport endurance e quanto ne benefici la prestazione nel finale di una competizione come il Tour.

Hespel ha poi parlato del successo della Quickstep nella scorsa stagione: "I chetoni sono probabilmente un pezzo del puzzle. Penso che ci siano pochi atleti di sport di resistenza che non sanno che sta succedendo qualcosa e stanno già sperimentando". Il fisiologo ha aggiunto che a fare la differenza è soprattutto il modo in cui vengono utilizzati: "Sono diffusi su larga scala, ma penso che il loro uso corretto lo sia in una scala molto piccola".

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