Saranno 176 corridori in rappresentanza di 22 squadre e 30 nazioni a sfidarsi nel Tour de France 2019. La corsa a tappe più importante del ciclismo scatta sabato 6 luglio da Bruxelles per concludersi domenica 28 nel tradizionale e suggestivo scenario dei Campi Elisi a Parigi. Il Tour si preannuncia quest’anno di livello meno stellare ma molto più incerto ed equilibrato rispetto alle scorse edizioni. La lista degli assenti è infatti lunga e qualificata, sia tra i favoriti per la vittoria finale che per i successi parziali, e comprende nomi illustri come Froome, Dumoulin, Roglic, Kittel, Cavendish, Gaviria e Gilbert.
Tour, Ineos con Thomas e Bernal
A causa di tutte le assenze eccellenti la corsa dovrebbe rimescolare le carte rispetto agli equilibri raggiunti negli ultimi anni, soprattutto pensando allo strapotere del Team Sky, ora diventato Ineos. Senza Froome la squadra britannica sarà ancora il punto di riferimento del gruppo, ma con meno certezze rispetto al passato. La Ineos inizierà con due leader alla pari, Geraint Thomas e Egan Bernal. Il campione in carica è forte ed esperto, è alla decima presenza al Tour, ma non ha più vinto nessuna corsa dal vittorioso arrivo di Parigi di un anno fa. Sarà in gara con il numero 1. Il gallese ha corso poco quest’anno e senza mai brillare, ed è reduce da una caduta al Giro di Svizzera.
Bernal è l’astro nascente, il talento puro che può già mettere le mani sulla maglia gialla, ma ha appena 22 anni ed un solo grande giro disputato in carriera. Al loro fianco ci sarà la solita corazzata dell’era Sky, con Kwiatkowski, Poels e Moscon tra i super gregari di un team fortissimo.
Anche senza Dumoulin gli avversari non mancheranno e sembrano agguerriti per approfittare di un Tour de France che appare meno stellare e irraggiungibile del solito. La Movistar ha uno squadrone con Quintana affiancato da Landa e con Valverde nel ruolo di guastatore, e molto forte è anche la Astana di Fuglsang. Molto motivati sono i francesi, Romain Bardet e Thibaut Pinot, e sotto traccia appare molto pericoloso Rigoberto Uran.
Altri nomi da primi posti della classifica sono quelli di Richie Porte, Daniel Martin, Adam Yates, Steven Kruijswijk e Enric Mas. Un discorso a parte lo merita Vincenzo Nibali, che per storia e classe sarebbe tra i principali favoriti, ma che ha nelle gambe gli sforzi del Giro d’Italia e valuterà le sue ambizioni dopo la prima settimana di corsa.
Sfida Viviani – Groenewegen, ma è tornato anche Sagan
Anche per le volate e le tappe intermedie mancheranno diversi protagonisti, complici gli infortuni, le scelte tecniche ed un cambio generazionale che sta mettendo alle strette i campioni più vincenti dell’ultimo decennio come Cavendish e Greipel.
Rispetto al passato in questo Tour non ci saranno molti velocisti: i due sprinter puri più forti sono Dylan Groenewegen, già dieci vittorie stagionali, e Elia Viviani.
Nella loro sfida ad altissima velocità si inserirà anche un ritrovato Peter Sagan, Alexander Kristoff, Caleb Ewan, Christophe Laporte, i nostri Nizzolo e Bonifazio, il vecchio Greipel. Ci si aspetta grande spettacolo dalle tappe intermedie, quei percorsi mossi che potranno chiamare all’attacco e alla sfida finale i campioni delle classiche come Alaphilippe, Wellens, Matthews, Van Avermaet, Trentin, Colbrelli, e nomi emergenti come Schachmann e Van Aert.
I corridori del Tour de France pic.twitter.com/PAwy05j21x
— Alessandro Cheti (@girociclismo) 4 luglio 2019