A 41 anni di distanza da Corrado Barazzutti, un altro italiano è al via del torneo di singolare delle Atp Finals. Quello di Matteo Berrettini era un battesimo di fuoco contro l'ex numero uno del mondo Novak Djokovic che in questo torneo punta decisamente a tornare in vetta al ranking. Il fuoriclasse di Belgrado è più o meno quello visto recentemente a Parigi-Bercy dai quarti di finale in poi ed è tornato in piena forma dopo l'infortunio che lo aveva costretto al ritiro ai US Open, dunque paragonabile al giocatore che in questa stagione ha conquistato gli Australian Open e Wimbledon.

Decisamente un extraterrestre che troneggia davanti al malcapitato tennista italiano che, probabilmente, paga anche lo scotto dell'emozione all'esordio. Ad ogni modo lo score di 6-2 6-1 in favore del serbo parla da solo.

Primo set: Novak in stile Terminator

Si parte con Djokovic al servizio che lascia a zero l'italiano. Incoraggiato dal pubblico londinese, Berrettini riesce a rompere il ghiaccio nel secondo game in cui va sotto 0-30, riesce a recuperare e trascina Nole ai vantaggi dove conquista il primo punto grazie ad una prima ed una seconda 'pesante'.

Si procede poi seguendo i turni di battuta: il serbo è quasi robotico, più difficoltà come previsto per il 23enne romano che perde il servizio nel sesto gioco permettendo a Djokovic di portarsi sul 4-2, un break subito nel quale pesano certamente almeno un paio di errori gratuiti di Matteo. Tra gli spunti da segnalare la fenomenale risposta in tuffo del serbo nel punto decisivo, con Berrettini che spedisce il dritto in rete. Nel game successivo Nole riesce a consolidare il break dopo un momento iniziale favorevole a Berrettini, l'impressione è che quando il numero 2 del mondo aumenta i giri ci sia poca storia e viene confermata anche nel gioco decisivo in cui Djokovic piazza il secondo break di giornata senza colpo ferire e porta a casa il set sul 6-2.

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Davvero poco da dire in questo momento, i numeri parlano da soli: il 16 volte vincitore di Slam ha chiuso il primo parziale in 29' con quasi il doppio dei punti del suo avversario, 29-15.

Secondo set: tiro a bersaglio del serbo, servizio disastroso per Berrettini

La musica è più o meno la stessa in avvio di secondo set, Djokovic riparte da dove aveva lasciato nel parziale precedente, vince il turno di battuta lasciando Berrettini con le polveri bagnate, mette di fila il terzo break ai vantaggi e consolida il tutto nel terzo game: sul 3-0 la partita di Berrettini sembra ormai abbondantemente compromessa e già in archivio, qualora sia mai iniziata davvero.

Così Nole continua il suo show e Berrettini sembra uno di quei soldati malconci che, armati solo di fucile e baionetta, tentano un disperato assalto contro un carro armato: le risposte del serbo potenti e precise portano al 4-0, anche se baionetta di Berrettini è tutt'altro che inefficace e trascina l'avversario ai vantaggi. Ma i numeri sono sempre spietati: Djokovic ha appena conquistato l'ottavo gioco consecutivo e nel conto dei break ha piazzato un filotto di quattro. Nel gioco successivo Matteo dà finalmente segni di vita, anche se Nole ci mette del suo e con un doppio fallo ed un dritto in mezzo alla rete finisce per regalare a Berrettini una palla break ed il conseguente primo game del secondo set.

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Chiamiamolo incidente di percorso per Djokovic che nel sesto gioco va a conquistare il quinto break consecutivo ai vantaggi portandosi sul 5-1 e con la possibilità, pertanto, di servire per il match. Il finale è già scritto e per Berrettini è una lezione durissima.

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