Il futuro del Tennis mondiale potrebbe parlare italiano? Perché no? Alla fine non è un'impresa da poco quella realizzata da Jannik Sinner che nella finale milanese delle NextGen Atp Finals ha stracciato Alex De Minaur, numero 18 del mondo, chiudendo in tre set con lo score di 4-1 4-2 4-2. Arrivato con una Wild Card, oggi è ufficialmente il miglior Under 21 del mondo e nell'albo d'oro del torneo succede a Stefanos Tsitsipas.

Un predestinato? I suoi progressi sono sotto gli occhi di tutti, in particolare di addetti ai lavori e colleghi. "Alla sua età non ero così forte - ha detto Matteo Berrettini - ma lui è ancora tanto giovane e non bisogna mettergli pressione". I numeri non mentono: Sinner è il più giovane italiano della storia del tennis ad essere entrato in Top 100 Atp ed a Milano ha letteralmente 'preso a pallate' un tennista che, oltre ad essere un top 20, recentemente è arrivato in finale a Basilea dove si è arreso soltanto a Roger Federer.

Dunque, in una delle stagioni più esaltanti di sempre per il tennis italiano, ci si gode anche la crescita di questo autentico fenomeno nella speranza che il suo cammino trionfale alle Finals dei giovani sia il miglior auspicio per Berrettini che disputerà quelle dei Masters e che avrà l'onore e l'onere di esordire contro Novak Djokovic.

'Ho solo provato a colpire la palla nel modo migliore'

Intervistato a caldo, subito dopo il trionfo, Jannik Sinner è visibilmente emozionato, ma cerca di restare con i piedi per terra.

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La sicurezza che questo ragazzo così giovane è in grado di ostentare è certamente una delle sue qualità migliori, al di là del suo magnifico tennis. Ha personalità, quella che serve ad un futuro grande campione. "Non ho davvero parole - ha detto - anche perché affrontavo un grande giocatore molto rapido ed ho solo provato a colpire la palla nel modo migliore. Ho giocato pensando esclusivamente al mio tennis, sapevo che dovevo commettere meno errori gratuiti possibile.

Era molto importante iniziare bene - ha aggiunto - e dopo qualche problema in partenza ho iniziato a servire nel modo migliore nei momenti chiave del match. Questa è stata davvero una settimana incredibile, il pubblico è meraviglioso e l'atmosfera qui è fantastica. Ringrazio il mio team e gli organizzatori per la Wild Card, ma grazie anche a questo pubblico che mi ha sostenuto". Gli chiedono della Davis a Madrid, Jannik scuote la testa. "No, non credo che ci sarò perché quest'anno ho giocato davvero tanto e devo lavorare molto per preparare la prossima stagione".

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Precoce come i 'Fab 3'? Siamo più o meno sullo stesso piano alla medesima età

Come accade sempre quando un sboccia un giovane talento nello sport, i paragoni con i campioni del passato e del presente sono inevitabili. Rafa Nadal all'età di Sinner era già in Top 50, era entrato nei primi 100 a 16 anni e 9 mesi. All'età in cui Jannik è entrato in Top 100, lo spagnolo vinceva a Sopot il suo primo titolo Atp.

Federer e Djokovic entrarono tra i primi 100 più o meno alla stessa età del tennista altoatesino, 18 anni ed un mese (un mese più giovani). Per la prima finale Atp, però, 'King Roger' ha dovuto attendere i 19 anni (Marsiglia) ed i 20 per il primo titolo a Milano. Percorso simile per Djokovic: primo titolo ad Amersfoort nel 2006, all’età di 19 anni. Per il momento Sinner si accontenta di scrivere almeno un paragrafo nella storia del tennis italiano, in attesa di iniziare autentici capitoli che, si spera, possano essere densi di successi.

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