Ogni volta che scende in campo sente quasi una 'responsabilità nazionale', un po' il destino del pioniere. Nessun giocatore greco aveva mai toccato i livelli raggiunti negli ultimi anni da Stefanos Tsitsipas e, dunque, per il giovane ateniese è come portare in giro la bandiera del suo Paese. Nel match d'esordio del Gruppo Agassi alle Atp Finals, lo stesso di Rafa Nadal, il 21enne talento ellenico può dunque issarla sul pennone più alto dopo aver battuto Daniil Medvedev al termine di due set davvero ben giocati.

Il russo è un essere umano, anche se nel corso della lunga estate ha dato impressioni robotiche: 6 finali consecutive tra cui quella degli US Open dove si è arreso soltanto ad uno straordinario Nadal, 3 trofei sollevati tra cui 2 Masters 1000 a Cincinnati e Shanghai. Oggi però l'automa è probabilmente a corto di batterie, ne aveva dato prova a Parigi-Bercy dove era uscito al primo turno al cospetto di un non certo irresistibile Jeremy Chardy, mentre qui alle Finals a batterlo è stato colui che, probabilmente, sarà il suo grande rivale in futuro per il trono del Tennis mondiale.

Gli addetti ai lavori pronosticano il dualismo tra Medvedev e Tsitsipas come il più acceso degli anni a venire, di fatto erano sempre state scintille nelle cinque precedenti sfide, con l'epilogo però uguale per tutte: la vittoria del moscovita. Ci volevano dunque le Finals per sfatare la maledizione e per Stefanos è una soddisfazione enorme, paragonabile quasi a quella della maratona dello scorso gennaio in Australia che lo vide superare Federer: segno evidente che un certo dualismo tra i due 'principini' esiste.

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Tsitsipas, spettacolo per palati fini

Il primo set è parecchio equilibrato, tant'è che la conclusione al tie-break è sembrata scontata fin dai primi giochi. Medevedev è più impreciso rispetto al recente passato, ma la sua mobilità è in grado di mettere in imbarazzo chiunque, tanto quanto le sue devastanti accelarazioni. Tsitsipas però risponde bene e le sue giocate sono stilisticamente molto belle, tanto da strappare applausi a scena aperta per il pubblico londinese. Sugli spalti sventola anche qualche bandiera greca, Stefanos ringrazia ed offre ai suoi fan i colpi migliori del suo repertorio: una palla corta da metacampo perfettamente mascherata in ripartenza, il serve&volley usato quando occorre, pregevoli volèe di rovescio in corsa.

Daniil sarà meno bello a vedersi, ma la sua solidità è dura da sgretolare. Il tie-break si conferma equilibrato come il resto del parziale, Tsitsipas ha la lucidità necessaria per chiudere i punti chiave e portarsi avanti di un set. Il meglio però deve ancora venire, perché il livello del tennis sale vertiginosamente nel secondo set e, nel contempo, il greco riesce a giocare sempre meglio: le certezze di Medvedev iniziano a vacillare nel settimo game, quando riesce comunque ad annullare due palle-break all'avversario e crollano decisamente nel nono quando perde il servizio. Da qui il match si mette in discesa per Tsitsipas che chiude in bello stile, così come aveva iniziato, con lo score di 6-4.

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'È una delle vittorie più importanti della mia carriera'

A fine match, Stefanos esulta come se avesse vinto il torneo. "Questa è una delle vittorie più importanti della mia carriera - dice nell'intervista a caldo - perché ci credevo ed ho continuato a combattere fino alla fine. Non è facile giocare contro qualcuno che ti ha battuto per cinque volte, tutte le volte in cui lo hai affrontato, ma lo avevo giurato a me stesso che ci sarei riuscito". Poi ringrazia i suoi tifosi. "Pubblico meraviglioso, significa tanto per me, vedo bandiere greche ovunque: mi sembra quasi di giocare ad Atene".

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