Matteo Berrettini è alle Atp Finals 2019, il Tennis italiano avrà dunque un rappresentante al torneo più prestigioso dopo gli Slam. Soltanto Denis Shapovalov poteva trasformare in realtà il sogno del 23enne romano, dopo la sua eliminazione precoce al torneo di Parigi-Bercy ad opera di Jo-Wilfriend Tsonga. Il giovane talento canadese ha superato nettamente Gael Monfils nei quarti di finale al termine di due set praticamente senza storia, con gran disappunto del pubblico di casa. Soltanto con l'ingresso in semifinale, infatti, il francese avrebbe ottenuto i punti necessari per strappare a Berrettini l'ottavo posto della Race to London, l'ultimo utile per staccare il biglietto per Londra.

Shapovalov distrugge Monfils in meno di un'ora

Cinquantanove minuti, meno di un'ora. La partita tra Shapovalov e Monfils è durata giusto il tempo per permettere al canadese di offrire il suo miglior repertorio e mostrare quelle enormi potenzialità che in tanti gli riconoscono, ma che ad oggi sono state soltanto parzialmente espresse. Sulla vittoria del numero 28 del ranking Atp davvero poco o nulla da dire, lo score di 6-2 6-2 lascia uno spazio irrisorio all'immaginazione. Monfils è apparso stanco, nulla di strano se consideriamo che siamo al termine di una stagione lunga e dispendiosa, ma c'è anche da sottolineare che il suo avversario sta disputando davvero un grande torneo e quello del transalpino è il terzo scalpo illustre di una collezione che comprende anche quelli di Fognini e Zverev.

Denis vola dunque in semifinale a Parigi-Bercy dove sognare non costa davvero nulla e se gioca a questo livello è certamente un osso duro per chiunque.

Matteo sulle orme di Barazzutti

Berrettini va dunque alle Finals, il suo nome spicca in un tabellone che comprende Rafa Nadal, Novak Djokovic, Daniil Medvedev, Roger Federer, Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev.

Sono gli otto migliori tennisti del 2019, i grandi protagonisti di una bellissima ed intensa stagione nella quale, forse, sono pervenuti i primi segnali di una NextGen che inizia a chiedere spazio ed a premere alle spalle dei 'Fab 3', anche se gli Slam in fin dei conti non hanno cambiato padrone rispetto alle ultime stagioni e sono finiti, due a testa, nelle già ricchissime bacheche di Djokovic e Nadal.

Relativamente ai Major, Matteo Berrettini aveva toccato vette altissime a New York conquistando una semifinale ai US Open che non parlava italiano dal 1977, quando vide tra i magnifici quattro anche il nostro Corrado Barazzutti. E sono proprio le orme di quest'ultimo che Matteo sta simbolicamente seguendo, se consideriamo che la seconda ed ultima partecipazione di un tennista italiano al torneo di singolare delle Finals, allora Masters, porta la firma di Barazzutti che le giocò nel 1978 al Madison Square Garden di New York (in realtà era gennaio 1979). Il primo a centrare l'obiettivo era stato Panatta nel 1975, l'Adriano nazionale era stato anche il primo tennista italiano ad entrare nella Top 10 del ranking Atp, una missione compiuta da qualche giorno da Matteo Berrettini a coronamento di una stagione che non dimenticherà mai. L'augurio è quello di vederne presto di migliori, per il momento va bene così: un tennista italiano tra i primi otto del mondo al Masters è davvero roba d'altri tempi.