L’annuncio dell’assegnazione delle wild card del Giro d’Italia 2020 alle tre squadre italiane superstiti della categoria Professional è stata una boccata d’ossigeno per il nostro movimento. La riforma voluta dall’Uci rischiava di mettere definitivamente in ginocchio le formazioni italiane, le cui possibilità di essere al via del Giro, l’appuntamento chiave della stagione, erano ormai appese ad un filo sempre più sottile. RCS Sport, società organizzatrice della corsa rosa, è riuscita a dare una mano al Ciclismo nostrano, favorendo prima la rinuncia della squadra francese Total Direct Energie e poi assegnando le tre wild card così liberate alle tre squadre italiane in lizza.

Il Direttore del Giro Mauro Vegni ha però spiegato che nelle prossime stagioni i criteri di scelta saranno diversi e non forzatamente legati alla nazionalità dei team.

Giro d’Italia, le nuove regole per le squadre

Fino alla scorsa stagione i criteri di partecipazione delle squadre al Giro d’Italia prevedevano la presenza garantita delle 18 formazioni del World Tour e di 4 team Professional scelti dall’organizzazione della corsa tramite una wild card. La riforma dell’Uci ha però stravolto questo sistema, allargando il World Tour a 19 squadre e concedendo uno status privilegiato alla Total Direct Energie, la migliore Professional nella classifica che tiene conto dei risultati della scorsa stagione.

La squadra francese ha avuto l’opportunità di correre tutti gli eventi del calendario mondiale di questo 2020, ma senza avere l’obbligo di partecipare ad ogni corsa come invece accade per i team World Tour.

Con questa nuova situazione l’organizzazione del Giro d’Italia avrebbe avuto due sole wild card da distribuire alle squadre Professional, con quindi la certezza di dover escludere un team italiano mettendo così ancora più in difficoltà un movimento che ormai da anni non vanta più un team di livello World Tour.

Dietro richiesta di RCS Sport la Total ha però deciso di rinunciare al Giro d’Italia per concentrarsi su Tour de France e Vuelta Espana. I posti liberi sono così diventati tre e ieri è arrivato l’annuncio dell’assegnazione delle wild card alle tre squadre italiane Professional: Androni Giocattoli – Sidermec, Bardiani – CSF – Faizanè e Vini Zabù – KTM.

Vegni: ‘Pochi margini per noi organizzatori’

Il Direttore del Giro d’Italia Mauro Vegni ha spiegato di aver voluto dare una mano al ciclismo italiano con questa decisione che ha privilegiato le nostre squadre, ma anche che nelle prossime stagioni la rotta potrebbe essere invertita.

“Il mio obiettivo era tutelare le nostre squadre, ma dico chiaro che in futuro non basterà essere squadra italiana per correre il Giro” ha avvertito Vegni.

L’esperto manager ha fatto capire di non gradire la riforma dell’Uci dichiarando che “non ci sono più tanti margini per noi organizzatori” ed ha poi invitato le formazioni italiane ad alzare il loro livello. “Vorrei che guardassero come stanno crescendo all’estero le altre squadre, che pensino a strutturarsi di più, a progetti e programmazione” ha concluso Vegni.

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