Mentre in Italia già da tempo non è più possibile allenarsi in bicicletta neanche per i corridori professionisti ci sono altri paesi che hanno lasciato più libertà d’azione su questo tema. In Belgio finora non ci sono state restrizioni sull’uso della bici ed alcuni campioni ne hanno approfittato anche per compiere dei giri infiniti, come i 300 km percorsi da De Gendt per onorare la Milano - Sanremo. Il Ministro dell’Interno belga Pieter De Crem ha però annunciato giovedì scorso che si sta studiando la possibilità di mettere un limite di cinquanta chilometri per le uscite in bicicletta, senza parlare di distinzioni tra professionisti e cicloamatori.

La dichiarazione del ministro ha suscitato diverse reazioni tra i corridori belgi, e tra tutte ha risaltato quella di Remco Evenepoel.

Remco Evenepoel: ‘Una delle regole più stupide’

Forte dell'esuberanza dei suoi vent'anni o forse solo di un carattere fin troppo deciso, iI fenomeno emergente del Ciclismo mondiale ha espresso delle idee molto chiare e dirette se non sprezzanti su come dovrebbe essere gestito questo difficile momento. Parlando alla tv belga RTBF Remco Evenepoel ha bocciato nettamente la scelta di molti paesi di vietare l’uso della bicicletta all’aperto e costringere anche i corridori professionisti ad allenarsi indoor sui rulli.

“Sono contento di potermi ancora allenare all’aperto, molti miei compagni di squadra non possono farlo” ha dichiarato il Campione Europeo a cronometro.

“Penso che questa sia una delle regole più stupide che hanno fatto, non lasciare che la gente esca per un giro in bicicletta o per una passeggiata. Quando leggi o ascolti gli studi non è un problema uscire, non c’è rischio di prendere il virus se si rispettano le distanze. Consiglierei a tutti questi paesi di lasciare che gli atleti si possano allenare all’aperto, ma ovviamente non ho niente da dire su questo” ha dichiarato Evenepoel aggiungendo di ritenersi “fortunato perché posso allenarmi all’aperto.

Se fosse come in Francia o in Italia impazzirei, la vita diventerebbe molto difficile. Possiamo parlare di fortuna qui in Belgio”.

‘Regole diverse per i professionisti’

Evenepoel ha replicato in maniera provocatoria alla proposta del Ministro De Crem di imporre un limite di cinquanta chilometri per le uscite in bicicletta.

“In questo caso potrei fare cinquanta chilometri per due volte” ha dichiarato il corridore della Deceuninck Quickstep chiedendo poi un differente trattamento tra professionisti e cicloamatori. “Siamo atleti professionisti e dobbiamo essere in grado di allenarci. Potrebbero mettere delle regole diverse per noi in modo da poter svolgere normalmente i nostri allenamenti” ha auspicato Remco Evenepoel.

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