Vincenzo Nibali ha virtualmente aperto le porte della sua casa di Lugano per una strana e un po’ surreale conferenza stampa in cui online ha risposto alle tante domande di giornalisti e appassionati su tutti i temi del momento. Il campione della Trek Segafredo ha raccontato come sta vivendo questo periodo così complicato anche per il Ciclismo, tra brevi uscite in mountain bike e le incognite su una ripresa della stagione agonistica che appare ancora molto lontana.

Nibali ha parlato anche della discussa Parigi-Nizza della scorsa settimana, la corsa che è andata avanti nonostante l’avanzare dell’emergenza coronavirus, e dell’ipotesi avanzata dall’Uci di riprogrammare il Giro d’Italia in una nuova data ma con una durata inferiore alle canoniche tre settimane.

Vincenzo Nibali: ‘Faccio uscite in bici di un paio d’ore’

Vincenzo Nibali ha spiegato che in Svizzera, dove risiede da diversi anni, è ancora consentito l’uso della bicicletta e che sta continuando a pedalare seppure con un impegno ridotto, visto che non c’è un programma di corse definito. Il vincitore della tripla corona ha raccontato di usare soprattutto la mountain bike in questo periodo, “facendo un paio d’ore molto intense e andando naturalmente a passo d’uomo in discesa per evitare cadute”, ma che non possono mancare dei dubbi su quanto stanno facendo lui e i suoi colleghi.

“In questo momento gli allenamenti sono blandi, tutti ci facciamo la stessa domanda, a tutti noi sembra di allenarci senza senso ma è il nostro mestiere”, ha continuato il campione della Trek Segafredo.

Nibali ha parlato anche di come va gestita l’alimentazione in un momento di attività così ridotta, soprattutto se anche in Svizzera dovessero entrare in vigore delle norme più rigide per vietare l’uso della bicicletta.

“I punti importanti sono non mangiare troppo, limitare l’assunzione di calorie e zuccheri” ha consigliato il vincitore della Sanremo 2018.

‘I grandi giri devono restare della stessa durata’

Nibali ha risposto a diverse domande inerenti il tema del coronavirus, invitando nuovamente i cicloamatori a non uscire in bicicletta ma mostrando delle perplessità su alcuni aspetti della gestione dell’emergenza.

“La mia opinione è che i primi da fermare erano i mezzi di trasporto e non le bici perché sono luoghi affollati e di contagio” ha dichiarato Nibali, che ha parlato anche della Parigi-Nizza a cui ha partecipato la scorsa settimana. La corsa francese ha sollevato molte discussioni per l’ostinata forza con cui l’organizzazione l’ha voluta far proseguire nonostante il momento davvero difficile.

“La corsa era completamente blindata, quello che mi preoccupava erano in realtà gli spostamenti e i viaggi” ha raccontato il campione messinese passando poi alle corse che sarebbero stati i suoi grandi obiettivi stagionali, le Olimpiadi e il Giro d’Italia.

Sull’appuntamento a cinque cerchi Vincenzo Nibali non ha mostrato nessuna preoccupazione per un possibile rinvio: “quest’anno o il prossimo le Olimpiadi si disputeranno e le metterò nel mirino” ha risposto il capitano della Trek, che invece non ha approvato l’idea di cui ha parlato nei giorni scorsi il presidente dell’Uci David Lappartient, quella di un Giro d’Italia più breve rispetto alle classiche tre settimane. “Non sarebbe un Giro, ma un mezzo Giro. I tre grandi giri devono restare tutti della stessa durata”, ha concluso Nibali.

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