Il documentario di ESPN che ha riacceso i riflettori sulla vita di Lance Armstrong continua a far discutere nel mondo del Ciclismo e a svelare particolari retroscena della carriera dell’ex corridore texano. In un passaggio emblematico della visione cinica e sprezzante di Armstrong, entra in scena inconsapevolmente Carlos Sastre, ex corridore spagnolo e vincitore del Tour de France 2008. Proprio quella vittoria di Sastre alla Grande Boucle con un’azione solitaria sull'Alpe d’Huez fu alla base della decisione di Armstrong di tornare in gruppo con l’intenzione di riprendersi la maglia gialla.

Il Tour 2008 di Sastre

L’episodio raccontato da Lance Armstrong nel documentario sulla sua vita in onda su ESPN riporta al Tour de France 2008. Il texano era ormai un ex corridore, ritirato da tre anni dopo aver ottenuto il settimo trionfo consecutivo alla corsa francese. Quell'edizione del Tour fu molto particolare, senza un vero padrone vista l’esclusione della Astana in cui militava il campione in carica Alberto Contador e l’uscita di scena di tanti altri corridori di spessore a causa dell'Operacion Puerto. La corsa fu segnata da altri casi di doping, con Riccardo Riccò e Leonardo Piepoli mandati a casa dopo aver trionfato nelle prime tappe di montagna, e altre positività emerse successivamente tra i principali protagonisti di quella corsa, come Stefan Schumacher e Bernard Kohl.

Il Tour si decise sull'Alpe d’Huez, ultima vera difficoltà della corsa. Carlos Sastre, uno scalatore spagnolo di 33 anni che fin lì aveva conquistato solo un terzo posto come miglior risultato al Tour, staccò tutti in maniera netta rompendo così una classifica molto corta e prendendosi in maniera definitiva la maglia gialla.

Lance Armstrong: ‘Ho pensato che potevo tornare e vincere’

Mentre Carlos Sastre viveva la sua giornata da sogno sull'Alpe d’Huez, in America Lance Armstrong giocava con il suo cinismo seguendo la corsa in televisione. Vedere Sastre, uno dei corridori che solitamente lottavano per un buon piazzamento durante la sua striscia di vittorie, staccare tutti su una delle montagne simbolo del Tour, fece scattare qualcosa di inimmaginabile nella testa del texano.

“Ho visto Carlos Sastre vincere il Tour de France. Mio Dio, Carlos Sastre! Non è un campione degno del Tour” ha dichiarato Armstrong in un passaggio del documentario ricostruendo i momenti in cui decise di tornare in gruppo. “Ho pensato che se lui poteva vincere il Tour allora potevo tornare nel ciclismo e vincere nuovamente il Tour” ha continuato l’ex corridore americano, che in quell'estate del 2008 annunciò quindi il suo rientro per l’anno successivo.

Le cose poi non andarono come immaginato nel suo freddo pensiero. Armstrong riprese l’attività con la maglia della Astana guidata dal suo storico manager Johan Bruyneel e già capitanata da Alberto Contador. Dopo un anonimo Giro d’Italia, il texano cercò di destabilizzare il compagno rivale al Tour, ma non riuscì nel suo intento e dovette accontentarsi del terzo gradino del podio, dietro allo stesso Contador e a Andy Schleck.

Armstrong ci riprovò nel 2010, ma non fu mai competitivo chiudendo la corsa al 23° posto.

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