Un banale incidente meccanico capitato in un momento chiave dell’Amstel Gold Race di domenica scorsa, ha fatto finire Primoz Rogliĉ nella gogna di siti e social network. Il campione sloveno si è dovuto fermare ai piedi della salita del Cauberg per un problema meccanico. Dalle immagini televisive di quei momenti è stato tagliato un video che è stato poi pubblicato online e dal quale sono partite delle accuse di doping tecnologico. Rogliĉ è stato accusato di aver pedalato su una bici truccata con un motorino, ma la pubblicazione dei video completo dal momento della sua fermata ha chiarito l’infondatezza di questa ricostruzione e a fare ulteriore chiarezza su quanto avvenuto è intervenuto anche l’ex campione Maurizio Fondriest.

Il video tagliato di Rogliĉ

L’episodio che ha fatto tanto discutere nel mondo del Ciclismo negli ultimi giorni è iniziato quando l’Amstel Gold Race stava per affrontare il suo ultimo passaggio sulla salita del Cauberg. Primoz Rogliĉ è stato costretto a fermarsi per un problema alla sua bicicletta, ha alzato la ruota posteriore e fatto girare i pedali con le mani azionando anche i pulsanti del cambio. Le riprese televisive hanno documentato tutto, ma nelle ore successive su alcuni siti e sui social network è stato caricato un video con una versione molto parziale di quanto avvenuto. In questo filmato è stata tagliata la parte in cui Rogliĉ gira i pedali con le mani e pubblicata solo quella in cui preme i pulsanti del cambio con la ruota e le pedivelle in movimento.

Da qui sono partiti i sospetti e le accuse a Rogliĉ, che si è visto accusare di usare una bici con un motore nascosto, senza nessuna prova e attraverso un video tagliato ad arte.

In breve però le immagini complete di tutto l’episodio hanno cominciato a circolare sul web, facendo capire che quel movimento sospetto della ruota era in realtà semplicemente il frutto del gesto iniziale del corridore sui pedali.

Colpa di un cedimento al corpetto della ruota libera

A dare una spiegazione ancora più dettagliata di quanto successo al campione della Jumbo Visma è intervenuto Maurizio Fondriest.

Dalle pagine della Gazzetta dello Sport, l’ex iridato ha spiegato che il problema alla Cervelo di Rogliĉ è stata la rottura del corpetto della ruota libera. Per questo, quando il campione sloveno ha sollevato la bici e fatto girare i pedali, la ruota posteriore ha trascinato nel movimento anche i pedali stessi. Questo cedimento ha di fatto trasformato la Cervelo di Rogliĉ in una bici a scatto fisso, come quelle che si usano nelle gare del ciclismo su pista. “Se prendi una bici da pista e fai girare con la mano i pedali, gira tutto per mezz’ora”, ha spiegato Fondriest. “Quando si rompe il corpetto della ruota libera il pacco pignoni diventa come il rapporto fisso della bici da pista”, ha aggiunto l’ex campione del mondo.

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