La tappa che tutti attendevano come il momento decisivo del Tour of The Alps, la quarta con arrivo a Pieve di Bono, ha sancito la chiara supremazia di Simon Yates. Lo scalatore della Bike Exchange ha di fatto messo le mani sul successo finale, gestendo questa giornata senza strafare. Sulla salita di Boniprati, momento chiave del percorso, Yates ha assistito al crollo di Pavel Sivakov, il suo inseguitore in classifica generale, e ha scollinato insieme ad Aleksandr Vlasov. La tecnica discesa ha però consentito il rientro di Pello Bilbao, che ne finale ha avuto la meglio sugli avversari allo sprint.

L’altra nota interessante della giornata è stato il tentativo di fuga di Chris Froome, che si è inserito nell’attacco partito nelle fasi iniziali della corsa.

Fuga con nove corridori

La quarta tappa del Tour of the Alps ha portato il gruppo da Naturno a Pieve di Bono attraverso il Passo Campo Carlo Magno e la salita di Boniprati per un dislivello totale di oltre 4.000 metri. L’avvio è stato velocissimo, con una lunga sequenza di scatti che sono stati annullati, finchè dopo diverse decine di chilometri percorsi a tutta velocità sono riusciti ad avvantaggiarsi nove corridori.

Tra questi ha spiccato la presenza di Chris Froome (Israel), in una versione davvero inedita di attaccante nei primi chilometri. Il campione britannico ha mostrato delle grandi difficoltà sulle salite dei giorni scorsi, e oggi si è voluto mettere alla prova provando la fuga da lontano, un altro test sulla via di un recupero dall’incidente di due anni fa che appare sempre più problematico.

Insieme a lui si sono inseriti in fuga anche Luis Leon Sanchez (Astana), Nicholas Roche (DSM), Herman Pernsteiner (Bahrain Victorius), Felix Grosschartner (Bora hansgrohe), Amanuel Gebreigzabhier (Trek Segafredo), Marton Dima (Eolo Kometa), Nicolas Prodhomme (AG2R Citroen) e Attila Valter (Groupama FDJ).

Il gruppo non ha però concesso troppo spazio, mostrando l’intenzione degli uomini di classifica di giocarsi il successo di tappa, e già ad una ventina di km dall’arrivo la fuga è stata annullata.

Ineos in forze, ma Sivakov fa flop

La Ineos ha poi preso con decisione la guida del gruppo sulle rampe della salita di Boniprati, ultima difficoltà di giornata, un’ascesa con pendenze spesso in doppia cifra. Lo squadrone britannico ha schierato tutti i suoi uomini alla maniera della vecchia Sky, tutti a lavorare per il leader Pavel Sivakov, secondo stamani in classifica generale alle spalle di Simon Yates. La strategia bellicosa della Ineos si è però presto sgonfiata. È stato infatti proprio Sivakov il primo uomo di alta classifica a pagare il ritmo sostenuto imposto dai suoi compagni. Il russo è stato atteso da Daniel Martinez, ma ha palesato delle difficoltà davvero inattese vista la tattica adottata dalla sua squadra.

La corsa è quindi esplosa con gli scatti in successione di Hugh Carthy (EF) e Aleksandr Vlasov (Astana), a cui Simon Yates (BikeExchange) ha risposto dando però l’impressione di voler solo gestire la sua maglia di leader. Il britannico ha poi imposto un bel ritmo a cui solo Vlasov ha resistito, con Daniel Martin (Israel) appena dietro. Yates e Vlasov hanno scollinato insieme e si sono buttati nella difficile discesa finale senza correre troppi rischi. Da dietro Pello Bilbao (Bahrain Victorius) ha fatto valere sue eccelse doti di discesista per rifarsi sotto, mentre Martin ha sbagliato una curva ed è caduto senza gravi conseguenze.

Bilbao ha approfittato delle ultime curve della discesa per riprendere Yates e Vlasov e poi allungare di qualche metro, un vantaggio che gli ha consentito di andare a vincere davanti al russo e al britannico.

Quintana (Arkea) ha concluso al quarto posto a 58’’, appena davanti a Cepeda (Androni), bella rivelazione di questo Tour of the Alps. Sivakov ha perso quasi due minuti, lasciando così il suo posto sul podio della generale.

La classifica vede ora Simon Yates sempre più leader, con Bilbao a 58’’ e Vlasov a 1’06’’ quando alla fine manca solo una tappa.

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