È stato un finale thrilling quello che ha deciso l’Amstel Gold Race, la più importante corsa olandese che si è svolta domenica 17 aprile su un percorso interamente in circuito. Nell’ultimo giro sono riusciti ad avvantaggiarsi tre dei grandi favoriti, Wout van Aert, Tom Pidcock e Max Schachmann. Il belga ha poi lanciato la sua volata davanti a tutti, ma è stato rimontato da Pidcock e i due sono piombati all’unisono sul traguardo. Solo il fotofinish, dopo un lungo esame, è riuscito a proclamare van Aert vincitore della corsa.

Amstel Gold Race, fuga a dieci

L’Amstel Gold Race si è corsa domenica 17 aprile nel Limburgo olandese, su un percorso molto diverso rispetto a quello classico, accorciato di una cinquantina di chilometri e interamente in circuito, tutto a causa delle norme anti contagio per la Covid-19.

La corsa è partita con una fuga a dieci comprendente Edward Theuns, Julien Bernard, Stan Dewulf, Sébastien Grignard, Maurits Lammertink, Loïc Vliegen, Chad Haga, Ryan Gibbons, Kenny Molly e Anders Skaarseth. I grandi favoriti sono rimasti al coperto fino al termine del penultimo giro, in una corsa che, rispetto a quella sul percorso degli anni scorsi, è stata un po’ più attendista.

La situazione si è un po’ animata a una cinquantina di chilometri dal traguardo, quando dopo una serie di scatti è riuscito a sganciarsi un gruppetto comprendente anche Sonny Colbrelli e Rui Costa. La Jumbo-Visma di van Aert ha però lanciato subito l’inseguimento e sul penultimo passaggio dal Cauberg un’accelerata di Primož Roglič, oggi nel ruolo di gregario, ha annullato il tentativo.

Davanti è rimasto per qualche chilometro il solo Vliegen, poi sostituito da Ide Schelling, ma nell’ultimo passaggio sul Cauberg sono entrati in scena i grandi favoriti ed è iniziata una corsa nuova.

Alaphilippe delude, Ineos in forze

Roglič è rimasto attardato in questa fase a causa di un problema meccanico, ma van Aert ha saputo destreggiarsi da campione anche senza il prezioso supporto del compagno.

Il belga della Jumbo-Visma ha attaccato sul Cauberg, provocando il frazionamento decisivo anche grazie a un incisivo rilancio di Tom Pidcock. Davanti si è così formato un gruppetto con una netta supremazia della Ineos, presente con lo stesso Pidcock, ma anche con Carapaz e Kwiatkowski, mentre ha destato stupore la difficoltà con cui il Campione del Mondo Alaphilippe si è aggrappato a questo plotoncino.

La Ineos ha cercato di approfittare della situazione mandando all’attacco Kwiatkowski, la cui azione è stata annullata da una potente progressione di Schachmann, e poi provocando un frazionamento che ha spezzato in due il gruppo. Davanti sono così rimasti i soli Pidcock, Schachmann e van Aert, che hanno subito guadagnato una ventina di secondi.

Il gruppo inseguitore si è rinfoltito con diversi rientri, ma nessuno ha avuto le forze per imporre un inseguimento incisivo, se non un generosissimo Vansevenant, già protagonista di un paio di rimonte nelle fasi centrali per cadute e guasti meccanici. Alaphilippe ha però dimostrato di non avere la forma giusta per proporsi con il suo cambio di ritmo sugli ultimi strappi e tornare sui battistrada, che nonostante un rallentamento nel finale sono andati a giocarsi il successo in volata.

Wout van Aert è partito in testa, ma Pidcock lo ha rimontato con grande forza, dimostrando che la vittoria allo sprint della Freccia del Brabante non era stata un caso. I due sono piombati insieme sulla linea d’arrivo e sono serviti diversi minuti per decretare in van Aert il vincitore di questa Amstel Gold Race.

Il belga ha così aggiunto questa corsa alla Gand Wevelgem nella sua primavera di classiche, ma Pidcock è entrato a tutti gli effetti nel gotha del grande Ciclismo con questa nuova prestazione super. Schachmann ha potuto fare solo da spettatore nel finale concludendo al terzo posto, mentre Matthews ha battuto allo sprint gli inseguitori per il quarto posto, davanti all’eterno Valverde. Primo degli italiani è stato Sbaragli, settimo.

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