Come era facilmente prevedibile l’arrivo in salita di Thyon ha rivoluzionato le gerarchie del Giro di Romandia. Anche questa quarta tappa della corsa elvetica si è disputata in un clima tipico del Romandia, con pioggia battente, nebbia e freddo. Le condizioni climatiche hanno consigliato la giuria di neutralizzare un tratto di discesa, decisione giusta ma gestita in malo modo, con un evidente vantaggio dato ai fuggitivi. L’errore non ha poi pesato sull’esito finale, visto che il gruppo dei più forti è andato a riprendere tutti quanti e l’arrivo si è deciso con uno sprint a due tra Geraint Thomas e Michael Woods.

Il gallese è rimasto vittima di uno strano incidente, una caduta in prossimità del traguardo, e ha lasciato via libera al successo di Woods che si è preso anche la maglia gialla di leader della classifica.

Romandia, fuga avvantaggiata dalla neutralizzazione

La quarta tappa di questo Giro di Romandia era la giornata più attesa della corsa, il tappone di montagna con l’arrivo in salita agli oltre duemila metri di Thyon. Alle difficoltà altimetriche si è aggiunto un clima davvero inclemente, ma abituale per questa corsa, con pioggia a oltranza.

Nelle fasi iniziali si è formata una fuga di sette corridori: Kobe Goossens, Josef Černý, Mads Würtz, Matthew Holmes, Magnus Cort Nielsen, Simone Petilli e Simon Pellaud. La Movistar ha guidato a lungo il gruppo per proteggere la maglia gialla di Marc Soler, con un lungo ed efficace lavoro anche di Davide Villella e Dario Cataldo.

La corsa ha poi subito un’inattesa svolta quando la giuria ha deciso di neutralizzare il primo tratto della discesa dopo il Gpm di Suen a causa della pioggia e della nebbia. I fuggitivi hanno però continuato a viaggiare a velocità sostenuta dietro a una macchina della giuria, mentre un’altra vettura ha fatto procedere il gruppo a ritmo molto più blando.

Il distacco è così lievitato da tre minuti e mezzo a ben oltre cinque minuti, con cui i battistrada hanno cominciato i venti chilometri di salita verso l’arrivo di Thyon.

Tappa e maglia gialla a Woods

Sulla salita Simone Petilli e Magnus Cort Nielsen sono rimasti ben presto da soli, mentre il gruppo si è sempre più avvicinato e ridotto numericamente. Al ritmo dettato dalla Movistar si è poi sostituito quello più vivace della Ineos. È stato però proprio la maglia gialla Marc Soler ad aprire le ostilità con un primo attacco a sette chilometri dalla vetta, un tentativo per cercare di allungare ancora su Thomas e Porte in vista della conclusiva cronometro del 2 maggio. Lo spagnolo non ha però fatto la differenza, è stato presto raggiunto ed ha poi patito una belle serie di scatti di Michael Woods.

Il canadese è riuscito ad avvantaggiarsi su Lucas Hamilton, Fausto Masnada e Ben O’Connor, anch’essi usciti dal gruppo, e ha raggiunto e superato prima Cort Nielsen e poi Petilli, ormai stremati. Da dietro Geraint Thomas ha però cominciato ad aumentare le cadenze, riuscendo a staccare il gruppetto con Porte, Soler, Ion Izagirre e un ottimo Damiano Caruso. Con il suo passo potente e il consueto lungo rapporto, Thomas si è riportato su Woods, continuando poi a imporre un ritmo sostenuto. Il gallese è sembrato il padrone della corsa, ma un episodio sfortunato ha scritto un finale diverso.

Woods ha provato a contendere la vittoria di tappa al campione della Ineos, che però lo ha sorpassato per lanciarsi verso lo sprint finale.

Ormai negli ultimi 50 metri Thomas è caduto rovinosamente dopo aver perso l’impugnatura del manubrio, probabilmente a causa della pioggia. Woods è così andato a vincere indisturbato, con O’Connor a 17’’ e Thomas che è riuscito a rialzarsi e a chiudere a 21’’. Più indietro sono arrivati Hamilton, Masnada, Porte, Izagirre, Caruso e l’ex maglia gialla Soler, a 53’’.

Essendo questo un arrivo in salita Thomas non ha potuto beneficiare di nessuna neutralizzazione per il suo incidente, contrariamente a quanto avviene nelle tappe pianeggianti.

Woods ha quindi conquistato la maglia gialla con 11’’ sul gallese della Ineos, che il 2 maggio nella crono conclusiva di Friburgo avrà ancora la chance di ribaltare la situazione, se non risentirà delle contusioni rimediate nella tappa odierna.