Anche la Tre Valli Varesine si è allineata alla tendenza di questa stagione del Ciclismo che vede le corse entrare in piena azione fin dalle battute iniziali. Sotto una pioggia battente che ha imperversato per gran parte della giornata, la corsa organizzata dalla SC Binda è stata animata da un attacco lanciato da Tadej Pogaĉar quando all’arrivo mancavano ancora 120 km. Lo sloveno è stato poi tolto dai giochi a causa di una foratura, ed ha finito per correre in copertura della fuga, in cui è rimasto il suo compagno di squadra Davide Formolo. Nell’ultimo giro intorno a Varese il corridore della UAE è rimasto al comando insieme ad Alessandro De Marchi, che lo ha poi battuto allo sprint conquistando così questa storica e durissima centesima edizione della Tre Valli Varesine.

Tre Valli, pioggia e battaglia intensa

La Tre Valli Varesine, classica storica e nobile del ciclismo italiano, ha tagliato quest’anno il traguardo dell’edizione numero cento con un vero parterre de roi al via. Alla partenza di Busto Arsizio si sono presentati tra gli altri anche Tadej Pogaĉar, Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali. La festa della Tre Valli non è stata intaccata da una giornata davvero brutta sotto l’aspetto climatico, con tanta pioggia per quasi tutta la corsa. I corridori più attesi si sono dati battaglia fin dalle battute iniziali, regalando un’ennesima giornata di grande ciclismo in questa stagione da incorniciare.

Dopo un primo tentativo di fuga portato da Erik Fetter, Robin Plamondon, Giulio Masotto e Matthew Holmes, la corsa è esplosa già a 120 km dall’arrivo. Tadej Pogaĉar è partito sorprendentemente all’attacco già in queste fasi iniziali ed è riuscito a portare via un drappello di corridori grande qualità, comprendente anche Tim Wellens, Rigoberto Uran, Lorenzo Rota, Nelson Oliveira e Davide Formolo.

Pogaĉar e compagnia hanno raggiunto e staccato gli altri fuggitivi, creando così una situazione del tutto inattesa per questa Tre Valli Varesine.

Pogaĉar appiedato da una foratura

Il gruppo ha faticato ad organizzarsi nell’inseguimento. In testa sono state rappresentate quasi tutte le squadre più forti e la rincorsa è andata via a strappi.

Anche Vincenzo Nibali ha provato ad attaccare più volte per rientrare sui battistrada, ma senza riuscire nell’operazione. A centrare l’obiettivo sono stati invece Alessandro De Marchi, Andreas Kron e Aurelien Paret Peintre. Ad una cinquantina di chilometri dall’arrivo il terzetto ha approfittato di un momento in cui il gruppo inseguitore si è riavvicinato ai fuggitivi per tornare su Pogaĉar e compagnia. Subito dopo la corsa ha avuto una svolta decisiva: Tadej Pogaĉar è stato appiedato da una foratura e si è visto così raggiungere dal gruppo inseguitore.

La UAE ha allora puntato tutto su Davide Formolo, che si era però già speso a fondo in un tentativo di fuga solitaria non riuscito. La corsa è di nuovo esplosa nell’ultimo giro del circuito disegnato sulle colline attorno a Varese, quando Kron ha tentato un primo affondo che ha messo Ko Uran.

La EF ha allora cambiato tattica cercando di inseguire per favorire Sergio Higuita. A scattare nel tratto più difficile del circuito sono stati però Cosnefroy e Gaudu, ma i due francesi si sono visti arrivare addosso prima Pogaĉar e poi Hirschi che hanno coperto e favorito la fuga di Formolo. La situazione è andata così a vantaggio dei battistrada che si sono selezionati definitivamente con le progressioni portate da Alessandro De Marchi e Davide Formolo, che hanno staccato tutti gli altri, poi raggiunti dagli inseguitori.

La coppia al comando è andata così a giocarsi il successo in uno strano sprint tra corridori per nulla specialisti delle volate.

De Marchi ha dimostrato di avere più energie di un Formolo ormai stanco per la lunga fuga e l’azione solitaria portata nelle fasi centrali. Il friulano della Israel è andato a vincere facilmente. La UAE si è dovuta accontentare delle altre due posizioni del podio, con Pogaĉar vincitore della volata per il terzo posto davanti a Cosnefroy e Kron. Il vincitore del Tour è apparso oggi completamente rigenerato rispetto all’anonima prova del Giro dell’Emilia e si lancia così per un Giro di Lombardia da grande protagonista.