Prima salita e già primi verdetti chiari al Giro d'Italia 2022. L'arrivo della quarta tappa sull'Etna ha cominciato a sfogliare la rosa dei pretendenti alla vittoria finale, togliendo di mezzo qualche outsider e mina vagante. La corsa è iniziata con il ritiro di Miguel Angel Lopez, già infortunato prima del via e caduto nuovamente nelle fasi iniziali della tappa. A giocarsi il successo di giornata sulla salita finale è stato un gruppetto di quattordici attaccanti, partiti nella fasi iniziali, e poi ridotto ai soli Lennard Kamna e Juan Pedro Lopez.

Il tedesco della Bora ha conquistato la tappa, ma Lopez si è potuto consolare vestendo la maglia rosa. Nel gruppo dei big la Ineos ha condotto la corsa, e anche senza nessun attacco vero e proprio diversi corridori importanti hanno perso terreno. Tra questi anche Vincenzo Nibali e Tom Dumoulin, due ex vincitori del Giro che sono già fuori dai giochi per la classifica generale.

Giro d'Italia, quattordici all'attacco

L'avvio della quarta tappa del Giro d'Italia, molto attesa per l'arrivo in quota sull'Etna, è stato molto battagliato e segnato da diversi episodi.

Gli scatti per centrare la fuga giusta si sono susseguiti e alla fine sono riusciti ad andarsene ben quattordici corridori: Stefano Oldani (Alpecin-Fenix), Valerio Conti (Astana-Qazaqstan), Lennard Kämna (Bora-hansgrohe), Rémy Rochas (Cofidis), Davide Villella (Cofidis), Diego Andrés Camargo (EF Education-Easypost), Erik Fetter (Eolo Kometa), Rein Taaramäe (Intermarché-Wanty-Gobert), Alexander Cataford (Israele – Premier Tech), Gijs Leemreize (Jumbo-Visma), Sylvain Moniquet (Lotto Soudal), Mauri Vansevenant (Quick-Step Alpha Vinyl), Juan Pedro López (Trek-Segafredo), Lilian Calmejane (AG2R Citroën).

Nei primi chilometri si sono verificate anche alcune cadute, una provocata da una moto e un'altra che ha visto finire a terra Valverde, Yates e Miguel Angel Lopez, che, già dolorante per un infortunio all'anca, si è ritirato. La corsa si è poi assestata, con i fuggitivi che hanno superato i dieci minuti di vantaggio, suddividendo di fatto la tappa in due, con la lotta per il successo di giornata, e anche la maglia rosa, nella fuga e lo scontro tra i big della generale nel gruppo.

Lopez in maglia rosa

In vista della lunga salita finale all'Etna, una ventina di chilometri ma con pendenze per lo più pedalabili, Stefano Oldani ha provato ad anticipare le mosse dei corridori con più spiccate doti di scalatore. L'italiano della Alpecin ha retto fin verso metà scalata, quando la sua azione si è appesantita e si è visto scavalcare da un grimpeur puro come il giovane spagnolo Juan Pedro Lopez, in odore di maglia rosa.

Da dietro però Lennard Kamna è risalito con grande energia, sfruttando prima il lavoro di Vansevenant e poi andandosene da solo all'inseguimento di Lopez. Il tedesco ha coronato la rincorsa a circa tre chilometri dall'arrivo. I due hanno dato l'impressione di aver trovato un'intesa per spartirsi la posta, con la tappa a Kamna e la maglia rosa a Lopez e il finale ha confermato questa sensazione.

Il tedesco della Bora ha vinto facilmente lo sprint a due, mentre Lopez ha regalato alla Trek un'inattesa e preziosa maglia rosa.

La Ineos comanda la scalata all'Etna

La corsa del gruppo con i big della classifica generale è stata molto lineare, ma non priva di sorprese. La Ineos ha condotto a forte andatura tutta la scalata, ma Carapaz non ha mai accennato attacchi, salvo sprintare sul rettilineo finale.

Il ritmo impresso dallo squadrone britannico è bastato a provocare una buona selezione, pur senza scatti. Tom Dumoulin è stato il primo a cedere, già nelle fasi centrali della salita. Il campione olandese ha dimostrato di essere lontano dal poter tornare ad essere un uomo da classifica generale ed ha chiuso lontanissimo, ad oltre sei minuti dal gruppo di Carapaz. A cinque chilometri dalla vetta anche Vincenzo Nibali non è più riuscito a seguire il ritmo della Ineos ed è rimasto staccato, vanificando le speranze nate dopo la bella prestazione a cronometro di sabato scorso. Il campione della Astana ha raggiunto il traguardo con 2'15'' di ritardo, in un gruppo comprendente anche Lorenzo Fortunato e Tobias Foss, due mine vaganti già respinte dalla classifica generale.

Anche Guillaum Martin è rimasto staccato nel finale ed ha perso circa un minuto e mezzo.

Yates ha invece superato brillantemente questa tappa iniziata con una caduta, ed hanno dato buoni segnali anche gli scalatori del Team Bahrain, Landa e Bilbao, così come Ciccone, Bardet, Almeida e Kelderman.

La nuova classifica vede Juan Pedro Lopez in maglia rosa, con Kamna e Taaramae a seguire e Simon Yates che resta il punto di riferimento tra i pretendenti al successo finale.