A pochi giorni dal via del Tour de France 2025, fissato per sabato 5 luglio a Lilla, Bradley Wiggins ha svelato i retroscena di una delle edizioni più discusse della storia recente della corsa. Era il 2012, all'inizio dell'era del Team Sky, dominatrice del ciclismo, e soprattutto del Tour, per quasi un decennio. In un'edizione senza Contador, fermato per il caso clenbuterolo, e con un centinaio di chilometri a cronometro, la Sky costruì il suo progetto attorno a Bradley Wiggins.
Lanciato dal quarto posto ottenuto nel 2010, Wiggins partì con il chiaro intento di diventare il primo britannico a vincere la più importante corsa del ciclismo mondiale, in un anno di grande fermento per il paese, che in quella estate del 2012 ospitava le Olimpiadi a Londra.
Sostenuto dalla forza economica e mediatica della Sky, Wiggins riuscì nella sua trasformazione da pistard e specialista delle crono a uomo da grandi giri, anche se tutto non filò liscio durante la corsa. A distanza di 13 anni, il campione ha ricordato gli attriti con Froome, allora giovane emergente non sempre incline a fargli da gregario. "Ho minacciato di abbandonare il Tour. Avevo due minuti di vantaggio, non mi aspettavo i suoi attacchi" ha raccontato Bradley Wiggins.
'Froome mi disse che temeva Nibali'
La vittoria di Bradley Wiggins al Tour de France 2012 cominciò a delinearsi fin dal prologo di Liegi, in cui il campione britannico venne battuto solo da Cancellara e cominciò a guadagnare terreno su tutti gli uomini di classifica.
Wiggins vestì la sua prima maglia gialla dopo l'arrivo in salita a Planche des Belles Filles, dove però si scoprì anche un incontenibile Chris Froome, vincitore della tappa. Come da previsioni, Wiggins guadagnò ancora nelle due lunghe cronometro di Besançon e Chartres, ma in alcune tappe di montagna Froome palesò una superiorità chiara.
La situazione nel Team Sky si fece di difficile gestione. Froome, secondo in classifica, scalpitava in quel ruolo da gregario. Nella tappa con arrivo in salita a Peyragudes, Froome prima staccò e poi attese platealmente Wiggins, maglia gialla e capitano designato, invitandolo a stargli a ruota e mettendolo po' alla berlina. "Quella sera ho minacciato di abbandonare il Tour de France.
Ero in testa con due minuti di vantaggio e non mi aspettavo i suoi attacchi" ha raccontato Wiggins intervenendo al Wattage Festival di Ostenda.
"Chris mi ha detto di essere preoccupato per la sua seconda posizione in classifica, a causa degli abbuoni all'arrivo. Temeva Nibali nella cronometro e voleva guadagnare più terreno possibile" ha continuato l'ex campione.
La corsa si concluse poi con senza altri intoppi, con Wiggins vincitore dell'ultima cronometro e primo britannico in maglia gialla a Parigi, davanti a Froome e Nibali.
Wiggins: 'Il successo è una cosa strana, noi ciclisti non ci aspettiamo di diventare eroi nazionali'
Da allora, tante cose sono successe e cambiate nella vita dei due campioni.
Froome ha segnato un'epoca nel ciclismo, vincendo quattro Tour e sette grandi giri in totale, mentre Wiggins ha vissuto un periodo di fama folle per poi precipitare in un abisso di dipendenza dall'alcool da cui ha saputo risollevarsi. Dopo quel Tour, Wiggins conquistò la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra, diventando una celebrità osannata in tutto il paese. "La mia vita è cambiata completamente" ha raccontato l'ex campione. "Improvvisamente ero sul palco a suonare la chitarra con le rock star. Frequentavo anche gente come Liam Gallagher. Mi ero completamente dimenticato di essere un ciclista. Non ho più partecipato al Tour de France" ha ricordato Wiggins, che ha conosciuto poi il punto più basso della sua vita.
"Il successo è una cosa strana. Possiamo affrontare i fallimenti, imparare da essi e porci nuovi obiettivi. Ma quando si ha successo, non esiste un manuale su come affrontarlo. È difficile. Soprattutto per i ciclisti, perché non ci aspettiamo di diventare eroi nazionali. Ma guarda... era una vita divertente e colorata e non cambierei nulla" ha raccontato Wiggins, che ha anche riallacciato i rapporti con Froome sciogliendo gli attriti di quel Tour 2012. "Sì, ora Chris è un mio caro amico, verrà al mio podcast la prossima settimana", ha dichiarato Wiggins.
"Ci siamo riappacificati qualche anno fa. Gli ho detto: 'Guarda... io sono stato uno str.., tu sei stato uno str... e il nostro team manager Brailsford è stato il più str...'. Dopo ci siamo baciati e abbracciati e siamo tornati amici" ha raccontato Wiggins.