Tadej Pogačar è uscito dal Tour de France con la quarta vittoria finale, una nuova pagina di storia del ciclismo, ma anche con l'inedita immagine di un campione un po' spento, forse alle prese con una prima crisi di motivazioni. Dopo una parte iniziale di corsa condotta nel suo solito stile esuberante ed effervescente, Pogačar è apparso ancora inattaccabile nella sua maglia gialla ma sempre più stanco, un po' assente mentalmente, così lontano dal personaggio brioso e pieno di energia che il mondo del ciclismo ha apprezzato in questi anni segnati dal suo dominio.

Già nelle ultime giornate di corsa, il campione del mondo ha ammesso di sentire il peso psicologico del Tour de France e di tutto quello che gli gira attorno, di avere voglia solo di arrivare a Parigi e tornarsene a casa. A fine corsa, Pogačar ha parlato in maniera ancora più aperta del suo malessere, ammettendo di non vedere davanti a sè una carriera molto lunga.

Pogačar: 'Ero stanco'

Dopo la cerimonia di premiazione che lo ha incoronato vincitore del Tour de France per la quarta volta, Pogačar non ha potuto sottrarsi ai tanti impegni con i media, che hanno certamente avuto un peso nel suo atteggiamento così spento nel finale di corsa. Tra le tante domande sulla corsa e sugli episodi che l'hanno segnata, sulla rivalità con Vingegaard, sugli obiettivi futuri, non sono mancate quelle sulle parole dei giorni scorsi.

"Mi chiedo cosa ci faccio ancora qui al Tour" aveva dichiarato il campione del mondo, che ora ha specificato. "Non mi sentivo a mio agio, non vedevo l’ora che finisse. Ero stanco, forse ho esagerato con le lamentele, ma ci sta che possa essere stressato" ha spiegato Pogačar. "Di sicuro le prime due settimane stavo meglio. Ma adesso sono felicissimo per la vittoria. E poi ho davanti dei giorni di riposo" ha continuato il fuoriclasse sloveno.

A conferma dei problemi avuti a trovare le motivazioni e la concentrazione, Pogačar è stato molto vago a proposito dei programmi futuri. Secondo il calendario fissato all'inizio della stagione, il campione del mondo avrebbe dovuto correre la Vuelta Espana, ma ora questo impegno così ravvicinato con un'altra corsa di tre settimane appare improbabile.

"Il Mondiale in Ruanda è un obiettivo, poi il Lombardia, una corsa che mi piace molto" ha dichiarato Pogačar senza fare nessun riferimento alla Vuelta.

'Non credo che smetterò subito'

Questo atteggiamento così insolitamente spento, ha portato qualche giornalista a chiedergli se ci sono propositi di ritiro dal ciclismo.

Pogačar ha ancora un contratto con la UAE fino al 2030, ma ha spiegato che la sua carriera potrebbe terminare anche molto prima. "Non credo che smetterò subito, ma non vedo la mia carriera andare avanti ancora per molto. Le Olimpiadi di Los Angeles sono uno dei miei obiettivi, sono tra tre anni. Dopo potrei iniziare a pensare al ritiro: vedremo" ha risposto Pogačar.