La Vuelta España sta vivendo momenti caldi non solo sul piano agonistico, ma anche per le proteste di numerosi manifestanti che chiedono l'estromissione del team Israel Premier Tech. Nella decima tappa, disputata martedì 2 settembre con arrivo a Larra Belagua, la situazione ha rischiato di degenerare. Diversi manifestanti pro Palestina hanno invaso la strada poco prima del passaggio del gruppo. Le forze dell’ordine hanno faticato a gestire il caos, in cui si è verificata anche la caduta di Simone Petilli. Il corridore italiano della Intermarché si è trovato davanti una persona in mezzo alla strada e non ha potuto evitare il contatto.

Petilli è stato medicato ed è riuscito a riprendere la corsa, e ha poi raccontato quanto avvenuto chiedendo di rispettare il lavoro dei corridori. "Sono caduto a causa di un manifestante sulla strada", ha scritto il 32enne lombardo.

Petilli: 'Lasciateci fare il nostro lavoro'

Le manifestazioni contro la Israel Premier Tech stanno segnando un po' tutta la stagione del ciclismo, ma alla Vuelta España la situazione è diventata particolarmente critica. Già nella cronosquadre i corridori della Israel erano stati bloccati da un gruppo di manifestanti, per fortuna senza particolari conseguenze.

Nella decima tappa, che martedì 2 settembre ha portato a Larra Belagua, la situazione si è fatta delicata e di difficile gestione. Un gruppo di manifestanti molto corposo si è assiepato a bordo strada a circa 75 chilometri dall'arrivo. Al sopraggiungere del gruppo, diverse persone hanno invaso la strada con striscioni e bandiere. In questo caos, con i corridori costretti a zigzagare tra la folla, in una situazione di grave pericolo, è avvenuta la caduta di Simone Petilli, corridore 32enne della Intermarché.

"Capisco che non sia una buona situazione, ma ieri sono caduto a causa di un manifestante in strada", ha scritto Petilli sui suoi spazi social.

Il corridore ha chiesto a chi protesta contro la Israel di usare il buonsenso e non creare pericoli.

"Siamo solo ciclisti, stiamo facendo il nostro lavoro, ma se continua così la nostra sicurezza non è più garantita. Lasciateci fare il nostro lavoro. Ieri mi sono fatto male, perché cadere a cinquanta all'ora non è bello", ha aggiunto Petilli.

Si continua con la Israel in gruppo

Le continue proteste contro la presenza della Israel Premier Tech hanno portato diverse squadre a prendere posizione contro il team israeliano. La Vuelta arriva oggi nei Paesi Baschi, dove si preannuncia una situazione particolarmente calda e per questo, nel dietro le quinte della corsa si sta discutendo animatamente sul da farsi. Il giornalista Daniel Friebe ha riferito che diverse squadre avrebbero chiesto alla Israel di ritirarsi.

"Credo che ci sarà un incontro poco prima della partenza della Vuelta tra i rappresentanti delle squadre, il CPA e gli organizzatori della corsa. Diverse squadre hanno indicato che preferirebbero il ritiro della Israel, dati i rischi crescenti per la sicurezza", ha scritto sui social Friebe prima che iniziasse la tappa, dando successivamente degli aggiornamenti: "Elia Viviani, uno dei rappresentanti del CPA per la corsa, mi ha appena riferito che i corridori hanno detto ai commissari e all’organizzazione che avrebbero continuato a correre finché le proteste resteranno pacifiche. Se la gara dovesse essere interrotta, i corridori rivaluteranno la situazione". La tappa è poi partita con la regolare presenza della Israel.