È stata una giornata dai risvolti surreali e preoccupanti quella vissuta dalla carovana della Vuelta España nei Paesi Baschi. L'undicesima tappa, con percorso attorno a Bilbao, era particolarmente temuta per le possibili intemperanze dei manifestanti pro Palestina, che chiedono l'estromissione del Team Israel dalla corsa. I corridori hanno regalato un grande spettacolo, con la Visma intenta a controllare il gruppo e un acceso duello tra Pidcock e Vingegaard sull'ultima salita di Alto de Pike. Il britannico è riuscito a staccare il danese, che è poi rientrato dopo lo scollinamento, ma giuria e organizzazione hanno deciso di non assegnare la vittoria di tappa e tenere validi per la classifica generale i tempi presi a tre chilometri dall'arrivo, punto in cui la gara è stata interrotta.

Nella zona del traguardo, un folto gruppo di manifestanti ha cercato di fare irruzione sul percorso, che ha spinto a una scelta prudente.

Vuelta, la Visma non lascia andare le fughe

Per la sua undicesima giornata di corsa, la Vuelta España si è spostata nei Paesi Baschi per una tappa con partenza e arrivo a Bilbao e una bella sequenza di brevi salite. La tappa è stata molto intensa fin dalle battute iniziali.

Dai primi scatti è scaturita una fuga a tre con Mads Pedersen, Orluis Aular e Marc Soler. La Visma ha preso il comando del gruppo con un certo impeto, chiarendo le mire di Vingegaard sulla tappa.

Soler ha poi tentato un'improbabile azione solitaria, ma è stato presto raggiunto. Sul primo dei due passaggi dalla salita de El Vivero è uscito allo scoperto Mikel Landa, a cui si è aggregato Santiago Buitrago, una coppia di scalatori a caccia di un risultato per dare un senso a questa Vuelta. Purtroppo, Landa si è poi dovuto rialzare a causa di un problema alla schiena, probabilmente conseguenza del brutto incidente rimediato al Giro d'Italia. Al primo transito da Bilbao, diversi manifestanti pro Palestina hanno cercato di invadere la strada e sono stati trattenuti a stento dalle forze dell'ordine.

Questa situazione ha poi portato alla decisione di tagliare il finale di corsa, non assegnare la vittoria di tappa e prendere i tempi per la classifica generale a tre chilometri dall'arrivo.

Pidcock vuole passare sotto il traguardo

Sul secondo passaggio dalla salita del Vivero, João Almeida ha rotto gli indugi attaccando un paio di volte, dimostrando coraggio e temperamento. Vingegaard ha, però, risposto facilmente, attorniato anche dai compagni di squadra. Buitrago è stato raggiunto e dopo lo scollinamento si è così formato al comando un gruppo con tutti gli uomini di classifica.

Appena prima dell'imbocco dell'ultima salita, l'Alto de Pike, sono state confermate le decisioni della giuria sul format del finale di corsa e questo ha un po' raffreddato l'atteggiamento dei corridori.

Pidcock ha, però, preso con particolare impeto il pezzo più duro della scalata, mettendo alle corde anche Vingegaard, che sul secondo scatto del britannico ha perso qualche decina di metri. Dopo lo scollinamento il danese è riuscito a raggiungere nuovamente Pidcock e i due sono arrivati insieme ai meno tre, dove la corsa si è di fatto conclusa.

Il gruppetto con Almeida e Hindley è arrivato a una manciata di secondi, quindi è transitato un altro drappello con Ciccone e Pellizzari. Il sipario è calato in modo surreale, con i corridori che sono giunti lentamente a Bilbao andando direttamente verso i pullman, mentre Pidcock è voluto transitare sotto l'arrivo, una presa di posizione forte contro la decisione della giuria.

La nuova classifica vede Vingegaard aumentare il vantaggio su Almeida a 52'', mentre Pidcock, grande protagonista della tappa, è terzo a 56''.