La separazione tra Juan Ayuso e la UAE Emirates continua a far discutere nel mondo del ciclismo. Il corridore spagnolo e il team emiratino erano ancora legati da un contratto fino al 2028. Il rapporto tra Ayuso, il team e i compagni di squadra era apparso molto teso fin dallo scorso anno. La difficile convivenza con i tanti leader in organico, la supremazia di Pogačar e la crescita di nuovi talenti come Del Toro hanno relegato Ayuso a un ruolo sempre più marginale nelle gerarchie interne. Poco incline al lavoro di gruppo, lo spagnolo ha più volte manifestato la sua insofferenza, fino a giungere all’inevitabile rescissione contrattuale, annunciata durante la Vuelta España tra non poche polemiche.

Il corridore terminerà la stagione con la UAE, poi inizierà una nuova avventura, forse alla Lidl-Trek.

Nel podcast In de Waaier, l'ex corridore e giornalista olandese Thijs Zonneveld ha analizzato la situazione che ha portato a questa rottura. Secondo Zonneveld, Pogačar ha avuto un ruolo chiave nell'allontanamento di Ayuso, corridore a lui non gradito. "Voleva che andasse via immediatamente", ha raccontato il giornalista olandese.

'Ad Ayuso erano stati promessi i grandi giri che non avrebbe fatto Pogačar'

Tra Pogačar e Ayuso i rapporti non sono mai stati idilliaci. Contrariamente a molti altri corridori di spessore del team, come Almeida e Adam Yates, Ayuso non si è mai mostrato propenso a lavorare per il campione sloveno, chiaro numero uno della UAE. Lo spagnolo è arrivato nel team a metà 2021, sull'onda di una netta vittoria al Giro d'Italia Next Gen, che lo indicava come il campione emergente per le grandi corse a tappe.

Ayuso ha avuto un inizio convincente, arrivando terzo alla Vuelta España 2022, ma ha poi continuato tra alti e bassi, mentre Pogačar diventava sempre più il dominatore incontrastato del ciclismo e al suo fianco crescevano altri talenti, come Isaac Del Toro.

L'individualismo di Ayuso è emerso chiaramente al Tour de France dello scorso anno, in cui lo spagnolo ha dato un apporto pressoché nullo al capitano Pogačar, e dopo altri attriti si è giunti a questa separazione consensuale.

Thijs Zonneveld ha spiegato di non essere rimasto sorpreso da questo epilogo, in cui Pogačar ha avuto un ruolo importante. "Ayuso ha corso spesso per conto proprio, anche quando gli veniva chiesto di fare diversamente", ha commentato il giornalista al podcast In de Waaier.

"Abbiamo visto tutti che c'erano già delle crepe lo scorso anno sul Galibier. Pogačar e Ayuso non sono affatto una buona combinazione. Pogačar voleva che Ayuso se ne andasse immediatamente. È il leader assoluto e unico della squadra, mentre ad Ayuso era stato promesso che avrebbe potuto correre i Grandi Giri senza Pogačar. Questo fa già male a Pogačar stesso, che il programma di Ayuso venisse preso in considerazione", ha raccontato Zonneveld.

'Pogačar ha il monopolio su queste cose'

Thijs Zonneveld ha spiegato che, all'interno della UAE Emirates, Tadej Pogačar occupa un ruolo talmente preminente da essere al di sopra anche dei manager, Mauro Gianetti e Matxin Fernandez. "È la squadra di Pogačar.

Credo che abbia il monopolio su questo genere di cose", ha dichiarato il giornalista olandese. "Quindi se lui è contro qualcuno e per qualcun altro, automaticamente lo sono tutti. Credo che tutti in quella squadra pensino: se gioco contro Pogačar, mi sto scavando la fossa. Compresi Gianetti e Matxin", ha concluso Zonneveld.