Quinn Simmons è stato uno dei protagonisti più particolari della stagione 2025 del ciclismo professionistico. Con la sua sgarciante maglia di campione degli Stati Uniti, il look decisamente appariscente e il suo modo aggressivo di interpretare le corse, Simmons si è ritagliato un ruolo specifico in mezzo al gruppo. In un'intervista a EVOQ Bike, l'americano della Lidl Trek ha parlato della tipica vita da corridore, con aspetti un po' estremi e brutali, tra duri allenamenti, rapporto di odio e amore con l'alimentazione e rinuncia ad alcuni marginal gain ritenuti uno stress eccessivo e controproducente.

Simmons ha ammesso che questa routine non è molto salutare a lungo termine, ma che si tratta di un sacrificio da sopportare per pochi anni per poter raggiungere il top delle prestazioni.

Simmons: '28-30 ore in bici a settimana'

Quinn Simmons ha spiegato che non ci sono segreti particolari nella sua vita da corridore, ma che il fattore chiave per essere competitivi nel ciclismo del World Tour è l'assoluta costanza nella preparazione. "La cosa più importante per avere successo è semplicemente allenarsi. Si tratta di 28-30 ore in bici a settimana, e bisogna farlo settimana dopo settimana. Non esiste dire 'oh, ho questa gara tra un mese, è il momento di fare un grande blocco'. Il 'grande blocco' inizia a novembre e bisogna ripeterlo settimana dopo settimana" ha dichiarato Simmons.

Il campione americano ha raccontato di prediligere l'allenamento solitario, impegnandosi in lunghi sforzi in zona 2 alta, alternate a uscite con lavori di qualità e simulazioni di gara. Come emerso in alcune gare di questa stagione, Simmons ha spiegato che anche in fase di preparazione la sua dote migliore è la capacità di resistere alla fatica. "Sono uno di quei ragazzi che si riprende molto bene, quindi posso allenarmi duramente giorno dopo giorno. Non ho uno sprint di punta pazzesco o una potenza folle, e i miei watt per chilo non sono niente di speciale. Ma finché mi sento bene e mi prendo cura del recupero, posso andare avanti giorno dopo giorno" ha raccontato il corridore della Lidl Trek.

'A volte prendo della cioccolata al posto dei gel'

Quinn Simmons ha ammesso di avere un rapporto contraddittorio con l'alimentazione. "Peso tutto quello che mangio. Ho iniziato a seguire una nutrizionista due anni fa. Parliamo del rapporto negativo che abbiamo con il cibo e, di sicuro, tutti noi siamo un po' fuori di testa per quanto riguarda l'alimentazione", ha detto Simmons, ammettendo che certe abitudini del ciclismo attuale sono un po' malsane. "E' il nostro lavoro, quindi non puoi lamentarti troppo. Non sarà la cosa più sana del mondo pesare una mela, ma dobbiamo raggiungere un peso e dobbiamo raggiungere una certa quantità di carboidrati per ottenere buoni risultati" ha aggiunto Simmons.

"Non molto di quello che facciamo in allenamento è davvero salutare a lungo termine", ha continuato Simmons. "Ma si tratta di dieci, quindici anni della tua vita. Devi semplicemente accettare che fa schifo e puntare a raggiungere le massime prestazioni" ha aggiunto il corridore americano, ammettendo però di concedersi qualche strappo a questo regime così rigido. "Se alla fine della giornata mi restano 700 calorie da assumere, allora vado a comprare una torta o qualcosa del genere" ha dichiarato Simmons.

Il campione della Lidl Trek ha raccontato di avere delle particolarità nell'alimentazione durante la gara, che solitamente si basa solo su barrette e gel. "In corsa, il 90 per cento delle volte faccio la cosa giusta e prendo i gel, ma molte volte mi vedi tornare all'ammiraglia e prendere del cioccolato" ha raccontato Simmons, aggiungendo di volersi concentrare sugli aspetti più importanti e tralasciare del tutto quei piccoli marginal gain che possono rappresentare più uno stress che un miglioramento delle prestazioni.

"Quest'anno ho smesso di fare cose strane o particolari, e ho semplicemente ripreso ad allenarmi duramente e a mangiare molto. Non assumo più chetoni e non faccio più niente di tutto ciò" ha spiegato Quinn Simmons.