Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha espresso ottimismo sul sistema di sicurezza italiano, sottolineando che “il servizio di sicurezza ha sempre funzionato”. Ha citato come esempi il Giubileo e la Ryder Cup, eventi che hanno confermato l’efficacia del modello organizzativo nazionale, durante la presentazione del Rapporto Sport al Foro Italico.
Ottimismo e fiducia nel modello italiano
“Oggi possiamo essere tesi, ma non preoccupati. Io per natura sono sempre stato ottimista, ma è l’Italia che mi rende tale. Siamo i primi per problem solving”, ha affermato Buonfiglio.
Ha evidenziato come la difficoltà nel reperire i biglietti per la cerimonia di apertura, nonostante le critiche sui costi, rappresenti un segnale positivo. “Le mie aspettative sono di grande successo”, ha aggiunto, mostrando piena fiducia nell’esito degli eventi.
Riferimenti concreti alla sicurezza passata
Riguardo alla sicurezza, Buonfiglio ha invitato a guardare al passato: “Facciamo un’analisi del passato e delle grandi manifestazioni organizzate, il nostro servizio di sicurezza ha sempre funzionato. Abbiamo avuto il Giubileo, è successo qualcosa? Abbiamo avuto la Ryder Cup con i capi di stato e ha funzionato tutto”. Queste dichiarazioni rafforzano la convinzione nell’affidabilità del sistema italiano.
In merito alla polemica sull’esclusione di Romei nel curling per far spazio a Rebecca Mariani, figlia del direttore tecnico della nazionale, Buonfiglio ha chiarito: “Ho chiesto la nota al direttore tecnico e al capo della preparazione olimpica ed è incontestabile come scelta”. La decisione è stata quindi motivata da ragioni tecniche e di preparazione.
Sicurezza per Milano‑Cortina 2026
Il tema della sicurezza per i Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026 è stato affrontato anche da altri protagonisti istituzionali. Il ministro per lo sport Andrea Abodi ha ribadito che “il modello di sicurezza gestito dal ministero dell’interno… deve garantire, a prescindere dagli attori, che la sicurezza sia presidiata”.
Ha sottolineato la necessità di un approccio ampio, non limitato a specifici enti. Inoltre, Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, ha precisato che la presenza dell’ICE è legata a motivi tecnici e non riguarda la sicurezza dell’evento olimpico, dissipando ogni dubbio.