Il ministro per lo Sport e per i Giovani, intervenendo in aula al Senato, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di rafforzare i controlli nei passaggi di proprietà dei club professionistici di calcio. Ha sottolineato che sono allo studio nuove modalità per rendere più rapido ed efficace il flusso informativo tra le autorità di pubblica sicurezza, i corpi specializzati e gli organismi di controllo dell’ordinamento sportivo.

Obiettivi e strumenti

Il ministro ha spiegato che l’obiettivo è potenziare gli obblighi di trasparenza, rafforzare gli obblighi informativi sull’assetto proprietario effettivo e introdurre forme più incisive di audit e monitoraggio.

Ha inoltre proposto una più stringente regolazione del tema nelle norme organizzative interne federali (NOIF), valutando l’introduzione di requisiti reputazionali più rigorosi per i proprietari delle società calcistiche, sul modello inglese. Tra i criteri suggeriti figurano l’onorabilità, la professionalità e la solvibilità finanziaria, superando i vecchi parametri basati solo sulla solidità economica.

Strumenti esistenti

Il ministro ha ricordato che l’ordinamento sportivo già prevede strumenti significativi, come le verifiche antimafia, i memorandum firmati tra FIGC, Sport e Salute e la Guardia di Finanza, e il ruolo della commissione istituita per il controllo dei conti dei club professionistici di calcio e basket.

“Serve un costante innalzamento del livello di attenzione”, ha concluso.

Multiproprietà e calcio globale

In un contesto più ampio, il tema della trasparenza nelle proprietà sportive è al centro del dibattito internazionale. Secondo un’analisi di Play the Game, nel periodo 2019‑2023 si è registrato un forte aumento delle multiproprietà: 134 gruppi detenevano partecipazioni rilevanti in 366 club, coinvolgendo oltre 13.000 giocatori. Gli investitori americani rappresentano oltre la metà degli investimenti totali, favorendo modelli di business diversificati e sinergie tra club, come nel caso del Manchester City Football Group.

Questi dati evidenziano la crescente complessità del sistema proprietario nel calcio globale e rafforzano la necessità di strumenti regolatori più efficaci, come quelli proposti dal ministro.