L’Udinese ha definito il procedimento sportivo relativo al trasferimento di Rolando Mandragora dalla Juventus nel 2018 con un patteggiamento accettato dal Tribunale Federale Nazionale della FIGC. Il caso si chiude con sanzioni pecuniarie, ma senza penalizzazioni in classifica.
I dettagli del patteggiamento
Il Tribunale Federale Nazionale, dopo aver esaminato le proposte di accordo presentate dalle parti, ha ritenuto corretta la qualificazione dei fatti e congrue le sanzioni. Di conseguenza, ha dichiarato efficaci gli accordi e ha disposto la chiusura del procedimento.
È stata comminata un’ammenda di 10.700 euro all’Udinese, nonché ai due dirigenti coinvolti: il vicepresidente Stefano Campoccia e il direttore generale Franco Collavino. Non è stata inflitta alcuna penalizzazione in classifica alla società friulana.
Contesto e reazioni
Il deferimento era stato notificato lo scorso dicembre dalla Procura Federale, che contestava una presunta plusvalenza fittizia nell’operazione Mandragora. Secondo l’accusa, l’Udinese e i dirigenti avrebbero concordato una pattuizione diversa da quella ufficialmente depositata, eludendo la normativa federale per ottenere benefici contabili e fiscali sui bilanci relativi agli esercizi chiusi al 30 giugno 2019, 2020 e 2021.
La società aveva espresso “stupore per la decisione” e aveva annunciato l’intenzione di valutare le azioni da intraprendere nel procedimento sportivo, ribadendo “la correttezza e la trasparenza del proprio operato e di quello dei suoi tesserati”.
La sanzione
Il deferimento riguardava una singola operazione di mercato, a differenza di casi più ampi che hanno coinvolto altri club. In base agli articoli 4 (lealtà, correttezza e probità) e 31 (illecito amministrativo) del Codice di Giustizia Sportiva, la sanzione prevista per l’Udinese si è limitata a un’ammenda, con eventuale inibizione dei dirigenti, senza penalizzazioni sportive.