Si è concluso il “Viaggio nella Memoria”, organizzato dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, attraverso la struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Comunità Ebraica di Roma. L’iniziativa ha visto la partecipazione di atleti olimpici e paralimpici, giovani del Servizio Civile Universale, rappresentanti istituzionali e membri di Sport e Salute, AIG e C.E.R.
Memoria e testimonianza: un percorso
Il viaggio è iniziato con la visita alla fabbrica di Schindler e al quartiere ebraico di Cracovia, per poi proseguire con l’ingresso nei campi di concentramento di Auschwitz‑Birkenau.
Hanno partecipato cento atleti olimpici e paralimpici, appartenenti anche ai corpi civili dello Stato e ai gruppi sportivi militari, insieme a ragazzi e ragazze del Servizio Civile Universale e dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, oltre al ministro Abodi, ai presidenti di CONI e CIP e ai rappresentanti di Sport e Salute, AIG e C.E.R.
Le dichiarazioni del ministro Abodi
“Quest’anno abbiamo unito le due anime delle deleghe che mi sono state affidate dal presidente Meloni: sport e giovani – ha detto il ministro Andrea Abodi –. Abbiamo vissuto giorni intensi, nei quali è stato forte il contrasto tra la vita e la morte. Abbiamo visto tutti insieme, con gli sportivi e i ragazzi del Servizio Civile che della promozione del rispetto e del valore della vita sono un esempio, quanto sia caduta in basso la sensibilità dell’uomo.
In questi giorni si sono specchiate due dimensioni dell’umanità: quella che ha cancellato la dignità e quella che la promuove attraverso l’azione quotidiana e la testimonianza. Sport e servizio civile universale rappresentano il bene comune; vivere questo viaggio con loro significa portare nel luogo dell’odio i testimoni del rispetto e della pace”.
L'iniziativa nel contesto storico
Il “Viaggio nella Memoria” si inserisce in un percorso avviato nel 2025, quando il ministro Abodi promosse una visita ad Auschwitz‑Birkenau, al quartiere ebraico di Cracovia e al museo‑fabbrica di Schindler, coinvolgendo cento giovani del Servizio Civile Universale e una delegazione istituzionale. L’obiettivo era sensibilizzare le nuove generazioni sul valore della memoria come strumento di contrasto all’antisemitismo e a ogni forma di discriminazione.