Jonas Vingegaard ha recentemente annunciato il proprio programma di corse per la prossima stagione, che prevede solo quattro appuntamenti: lo UAE Tour, La Volta Catalunya, il Giro d'Italia e il Tour de France. Questa scelta ha sollevato interrogativi tra i fan e gli esperti di ciclismo, soprattutto in merito alla sua assenza dai Campionati del Mondo di Montreal e a tutte le classiche, appuntamenti che il danese continua a disertare anno dopo anno.

Vingegaard: 'Ognuno di noi ha i suoi obiettivi'

"Anche se prenderò parte solo a quattro gare, questo mi porterà vicino a sessanta giornate di gara", ha dichiarato Vingegaard.

"Tutto è progettato pensando al Tour. Se si esagera in primavera, si pagherà il prezzo al Tour de France". Con queste parole, il leader della Visma - Lease a Bike ha voluto sottolineare l'importanza di una preparazione mirata e strategica, essenziale per affrontare una competizione impegnativa come il Tour.

Vingegaard ha spiegato che correre il Giro e cercare di competere per la vittoria al Tour richiede un approccio bilanciato, che non può prevedere altri eventi di grande spessore. "Se si corre il Giro e si vuole competere per la vittoria del Tour de France, bisogna correre una primavera meno impegnativa". Questo approccio riflette la crescente competizione nel mondo del ciclismo, in cui il livello degli atleti è sempre più alto e dove la gestione delle forze diventa cruciale.

La decisione di Vingegaard di non partecipare a classiche e mondiali ha suscitato comprensibile delusione tra gli appassionati, che sperano in sfide spettacolari tra i migliori ciclisti del mondo, e soprattutto con il suo rivale Tadej Pogačar.

Proprio riguardo a Pogačar, Vingegaard ha espresso rispetto e ammirazione, riconoscendo le scelte diverse che ogni atleta deve compiere in base agli obiettivi personali. "Lo capisco", ha affermato. "I fan vogliono vederci gareggiare costantemente. Ma ognuno di noi ha i propri obiettivi e piani ogni anno".

Ammette, però, che ha una grande passione per le gare di un giorno. "Mi piacerebbe molto partecipare alle classiche. Mi piace guardare queste corse, perché sono molto speciali.

Capisco anche perfettamente perché Tadej voglia vincerle. Certo, piacerebbe molto anche a me. Ma al momento, semplicemente non posso".

'Agli Europei non ero preparato'

L’assenza di Vingegaard dalle classiche di un giorno in questo 2026 non significa che sia impossibile rivederlo in futuro. Infatti, il campione danese è aperto all'idea di partecipare nel prosieguo della carriera, nonostante l’esperienza negativa avuta ai Campionati Europei su strada lo scorso autunno, dove non riuscì a brillare e finì con un mesto ritiro. "Sarebbe troppo semplicistico dire che è per quel ritiro che non corro più le gare di un giorno", ha spiegato. "A dire il vero, non mi ero preparato bene per gli Europei. Dopo la Vuelta, ero completamente esausto".

Riguardo alla sua assenza ai Mondiali, Vingegaard ha voluto chiarire: "Spero che i tifosi capiscano che non è che non voglio partecipare ai Campionati del Mondo, ma che non posso. Non ho mai avuto l'energia per competere. Non ho mai avuto quello che serve. Spero che la gente lo capisca meglio ora".