Nel mondo del ciclismo professionistico, un cambiamento silenzioso ma significativo sta trascinando il mercato verso una nuova era, quella delle pedivelle corte. Questa novità si sta espandendo sempre di più nel gruppo, grazie anche alle innovazioni apportate da un marchio leader come SRAM. Tradizionalmente, le lunghezze standard per le pedivelle erano di 172,5 mm o 175 mm, misure consolidate per decenni. Tuttavia, alcuni campioni come Tadej Pogačar, hanno cominciato a provare pedivelle significativamente più corte. Jonas Vingegaard è stato avvistato nella scorsa stagione con pedivelle di soli 150 mm, una lunghezza che fino a poco tempo fa sembrava impossibile nel ciclismo pro.
Le pedivelle di Vingegaard sul mercato
Ora, questo cambiamento sta per essere reso accessibile a un pubblico più ampio grazie a SRAM. L’azienda americana ha recentemente annunciato che la sua guarnitura di alta gamma, la RED AXS, sarà disponibile con pedivelle di 150 e 155 millimetri. Queste dimensioni, prima riservate a configurazioni professionali e personalizzate, sono ora pronte per imparare a convivere con il grande pubblico, segnando una chiara tendenza verso pedivelle più corte destinata a restare.
Perché scegliere pedivelle più corte? Il concetto di utilizzare pedivelle più corte può sembrare controintuitivo. In teoria, una lunghezza maggiore fornisce una leva migliore, e quindi più potenza.
Eppure, le evidenze presentate da SRAM suggeriscono una realtà ben diversa. Secondo il marchio, le nuove lunghezze ridotte possono effettivamente migliorare l’efficienza della pedalata e aumentare il comfort, soprattutto per quei ciclisti che adottano posizioni aggressive e aerodinamiche.
In queste posture, una pedivella più corta riduce il grado di rotazione del piede, comportando un innalzamento minore delle ginocchia. Ciò non solo aumenta lo spazio disponibile nei fianchi e nella regione addominale, ma contribuisce anche a una pedalata più stabile e potente. Ma cosa implica questo cambiamento per i ciclisti amatoriali? È davvero necessario abbandonare le classiche pedivelle da 172,5 mm? Non necessariamente. Tuttavia, vale la pena considerare i benefici, in particolare per i ciclisti più flessibili o per quelli con gambe più corte che preferiscono una posizione di guida più bassa.