Lorenzo Musetti ha raggiunto per la prima volta in carriera gli ottavi di finale agli Australian Open. La vittoria, ottenuta in rimonta al termine di un estenuante incontro di cinque set contro Tomas Machac, è stata definita dal tennista toscano “un punto di partenza, non di arrivo”.
Una battaglia di quasi quattro ore e mezza
Il numero cinque del mondo ha avuto la meglio sul ceco Machac con il punteggio di 5‑7, 6‑4, 6‑2, 5‑7, 6‑2, in una partita che si è protratta per quasi quattro ore e mezza. Con questo risultato, Musetti si iscrive nell'albo d'oro come il terzo italiano nell'era Open a centrare gli ottavi in tutti i tornei del Grande Slam, affiancando Jannik Sinner e Matteo Berrettini.
Al termine del match, Musetti ha analizzato la sua prestazione: “Credo che anche oggi sia stata una prova di maturità, perché non era una partita facile. Ho affrontato un avversario il cui gioco mi dava molto fastidio, soprattutto col rovescio, e all’inizio non riuscivo a controllare lo scambio come faccio di solito. Io cerco sempre di costruire e manovrare lo scambio, ‘tessere la mia tela’, diciamo così”.
Carattere, fisico e il valore del gruppo azzurro
Il successo è stato il risultato di una prestazione che ha messo in luce sia la forza mentale sia quella fisica: “Alla fine è stata una vittoria di carattere e di fisico, e queste sono due cose che mi rendono molto felice. Come ho già detto, è stato un bel test superato a pieni voti.
Siamo molto contenti, ma ora bisogna pensare al recupero e ovviamente a chi sarà il mio prossimo avversario”.
Musetti ha poi ripercorso i momenti salienti del match, individuando un punto di svolta: “Ho trasformato il nervosismo in rabbia positiva. Sono riuscito a usare quell’energia, soprattutto fisica, per tornare in partita. In particolare, quel break sul 4‑4 mi ha dato fiducia, permettendomi di vincere il terzo set con più facilità e di entrare in una comfort zone migliore anche nel feeling con la palla. Il fatto di aver rotto la racchetta alla fine del primo set per un po’ di frustrazione, in un certo senso, ha scatenato un ‘click’ mentale che mi ha aiutato”.
Riguardo al suo team, ha spiegato: “Lavoriamo insieme da circa due mesi, abbiamo fatto la preparazione a Monaco e il primo torneo a Hong Kong, dove c’era anche Simone (Tartarini).
La situazione attuale è nata per via di alcune vicissitudini, e Simone e Damiano hanno dovuto tornare a casa. Le difficoltà di questa settimana mi hanno responsabilizzato ancora di più e credo che in campo si sia visto. Non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza: adesso ho voglia di affrontare la prossima partita”.
Infine, ha voluto sottolineare lo spirito del gruppo italiano: “È bello vedere il gruppo. Jannik (Sinner) è abituato ad andare avanti, quindi lo mettiamo un attimo da parte, ma il nostro team è forte. Anche chi è stato eliminato ai primi turni sta facendo vedere grande qualità. Siamo un gruppo giovane, la maggior parte dei ragazzi è nata tra il 2001 e il 2002, e credo che nei prossimi anni mostreremo tutta la nostra maturazione.
Mi fa molto piacere per Luciano (Darderi), che credo raggiunga i suoi primi ottavi di finale in uno Slam. So quanto impegno mette quotidianamente e quanto il suo team, gestito dal padre, lavori con lui. Ha battuto un avversario ostico e ora affronterà un derby, quindi sarà interessante. È bello che ci sarà sicuramente un italiano nei quarti: vinca il migliore”.
Il contesto del match
La vittoria di Musetti su Machac è giunta al termine di un confronto estremamente combattuto, con statistiche che evidenziano l’equilibrio e l’intensità del match: dieci ace, cinque doppi falli, il 76 % di prime in campo e ben 41 palle break complessive.
Il match ha rappresentato un banco di prova importante per Musetti, che ha dimostrato di saper reagire nei momenti decisivi e di mostrare una solidità crescente. Il successo lo proietta con fiducia verso il prossimo turno, dove affronterà un avversario ancora da definire.