Vladyslav Heraskevych, lo skeletonista ucraino escluso dalle Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 per aver indossato un casco commemorativo con i volti di atleti ucraini caduti, ha ricevuto un sostegno concreto da Rinat Akhmetov, imprenditore e presidente dello Shakhtar Donetsk. Akhmetov ha annunciato che donerà 200 000 dollari all’atleta, pari al premio che avrebbe ricevuto in caso di medaglia d’oro, affinché possa proseguire la sua carriera sportiva e il suo impegno per la memoria dei caduti.

“A Vlad Heraskevych è stata negata la possibilità di competere per la vittoria ai Giochi, ma è tornato in Ucraina da vincitore.

Il rispetto e l’orgoglio che si è guadagnato tra gli ucraini è la ricompensa migliore. Allo stesso tempo, voglio dargli l’energia e le risorse necessarie per continuare la sua carriera, continuando a lottare per la verità, la libertà e il ricordo di coloro che hanno dato la vita per l’Ucraina” ha dichiarato Akhmetov.

Il contesto dell’esclusione

Heraskevych è stato escluso dalla gara di skeleton in seguito al rifiuto di rimuovere il casco decorato con i volti di ventuno atleti ucraini uccisi nel conflitto con la Russia. Il Comitato Olimpico Internazionale ha ritenuto il casco non conforme alla regola 50 della Carta Olimpica, che vieta ogni forma di manifestazione politica, religiosa o razziale durante le gare.

Nonostante il sostegno del presidente Volodymyr Zelensky e il ricorso presentato dall’atleta, la decisione è rimasta definitiva.

Il gesto di solidarietà di Akhmetov

Con la donazione, Akhmetov intende compensare simbolicamente l’opportunità negata a Heraskevych di competere per una medaglia. L’importo promesso, equivalente al premio per un oro olimpico, sarà destinato al proseguimento della carriera dell’atleta e al suo impegno per la memoria dei caduti ucraini. La somma è stata erogata tramite la fondazione benefica di Akhmetov, con l’obiettivo di sostenere sia l’atleta che il suo staff tecnico nel proseguimento dell’attività sportiva e della sua advocacy internazionale per l’Ucraina.