Si è concluso a Roma il progetto “A ciascuno la sua rotta”, promosso dalla Lega Navale Italiana – delegazione Roma Universitaria e Sezione di Fiumicino – in collaborazione con l’ufficio di servizio sociale per i minorenni della Capitale. Tra settembre 2025 e gennaio 2026, sei giovani sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria hanno partecipato a un percorso di messa alla prova a bordo della “barca della legalità” Spyros. Si tratta di un Bavaria 44 confiscato al traffico di migranti e stupefacenti, affidato allo Stato e ora impiegato per finalità sociali.
Le attività hanno previsto sei giornate in mare e un weekend di navigazione da Fiumicino a Civitavecchia, grazie all’ospitalità del Marina Riva di Traiano. La Spyros è intitolata al generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia a Palermo il 3 settembre 1982. L’imbarcazione fa parte della campagna nazionale “Mare di Legalità”, che oggi conta una flotta di trentuno imbarcazioni sottratte al malaffare e restituite alla collettività per progetti sociali dedicati a giovani, persone fragili e con disabilità.
Il mare come palestra di responsabilità
Il mare è stato concepito come una vera e propria scuola di vita, dove la vela diventa palestra di responsabilità. “Essere parte di un equipaggio è oggi molto difficile, soprattutto per i nostri giovani che fanno enorme fatica a vedersi parte di un tutto.
In barca bisogna rispettare regole e tempi definiti, prendendo coscienza del fatto che questo seguire le regole non è un peso che ci opprime, ma è lo strumento per essere liberi di seguire la propria rotta e raggiungere le mete che ci siamo prefissati, anche se a volte è necessario rivedere i propri programmi”, ha spiegato Renato Carafa, coordinatore del progetto e presidente della Lega Navale Roma Universitaria.
Un impegno decennale per la giustizia minorile
Il 2026 segna il decimo anniversario della collaborazione tra la Lega Navale Italiana e il Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia. Questo traguardo testimonia la continuità e l’efficacia di un impegno condiviso nel promuovere percorsi di reinserimento sociale attraverso il mare.
Il progetto ha dimostrato come la navigazione possa favorire il senso di appartenenza, la disciplina e la consapevolezza personale, offrendo ai giovani un’occasione concreta di riscatto e crescita.