Daniil Medvedev, attuale numero undici del ranking ATP, ha acceso il dibattito durante la conferenza stampa al torneo ATP 500 di Dubai, proponendo una radicale revisione del sistema di assegnazione dei punti per la classifica mondiale.

La proposta di Medvedev sul ranking

Il tennista russo ha suggerito che soltanto i quattro tornei del Grande Slam e gli undici Masters 1000 dovrebbero contribuire al calcolo del ranking ATP, escludendo quindi gli ATP 500 e gli ATP 250, almeno per i giocatori di vertice. Medvedev ha spiegato che questa modifica alleggerirebbe un calendario attualmente troppo intenso per i protagonisti del circuito.

Le ragioni e le difficoltà della proposta

Medvedev ha riconosciuto l’impraticabilità della sua proposta, affermando: “ATP dovrebbe comprare le licenze degli altri tornei, ma non ha il denaro per farlo e gli organizzatori non accetterebbero mai di farsi da parte, perché perderebbero soldi: è un business”. Ha poi portato l’esempio dell’infortunio di Holger Rune a Stoccolma: “Dicevano che forse non avrebbe dovuto giocare, ma se vuoi andare alle Finals devi farlo”.

Il russo ha aggiunto: “L’anno scorso ho giocato sette tornei di fila: non ero obbligato, ma avevo bisogno di punti, se non ci fossero punti in palio sarebbe più facile fermarsi”.

Contesto e calendario ATP

Il calendario ATP è stato recentemente rivisto: a partire dal primo gennaio 2026, il numero massimo di tornei conteggiati nel ranking è stato ridotto da diciannove a diciotto.

I primi trenta giocatori al termine del 2025 sono tenuti a disputare quattro ATP 500 anziché cinque, con uno di questi obbligatoriamente dopo gli US Open. Inoltre, i migliori possono aggiungere al conteggio le ATP Finals.

Queste modifiche sono state introdotte per venire incontro alle richieste dei top player, desiderosi di un calendario meno gravoso, ma restano comunque lontane dalla drastica semplificazione auspicata da Medvedev.