Il bilancio dell’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Milano‑Cortina 2026, aggiornato al 16 febbraio, presenta un quadro articolato: da un lato la conquista di 22 medaglie, dall’altro una serie di piazzamenti “a ridosso” del podio che confermano la competitività della delegazione azzurra.

Medaglie e piazzamenti a ridosso del podio

Finora l’Italia ha conquistato 22 medaglie. Accanto ai podi, si contano anche dodici piazzamenti tra il quarto e il quinto posto. Sette sono i cosiddetti “legni”, ovvero i quarti posti, ottenuti in sei discipline diverse.

L’ultimo in ordine cronologico è quello di Arianna Fontana nei 1000 metri di short track, conclusi appena fuori dal podio.

Tra i quarti posti si segnalano anche Elisa Caffont nello snowboard gigante parallelo, Lara Della Mea nello sci alpino gigante, la coppia Guignard/Fabbri nel pattinaggio di figura danza e Verena Hofer nello slittino singolo. Quest’ultima ha preceduto in classifica un’altra italiana, Sandra Robatscher, che ha invece ottenuto una delle rare quinte piazze.

Conferma di solidità con le quinte posizioni

Oltre ai quarti posti, l’Italia ha collezionato diverse quinte posizioni: Dorothea Wierer nella 15 km di biathlon, Ian Matteoli nel Big Air di snowboard, Amedeo Bagnis nello skeleton e il tandem Dominik Paris/Tommaso Sala nella combinata a squadre di sci alpino.

Questi risultati, pur non traducendosi in medaglie, confermano la profondità e la consistenza della squadra azzurra.

Il contesto dei piazzamenti

Il dato dei “legni” non è una novità assoluta nella storia olimpica italiana, ma in questa edizione assume un valore particolare. Dimostra che l’Italia non solo è capace di salire sul podio, ma anche di competere con continuità ai massimi livelli in molte discipline. Questo livello di performance può essere interpretato come una base solida su cui costruire ulteriori successi nelle giornate a venire.