La stagione 2026 delle classi propedeutiche del motociclismo vedrà una rappresentanza italiana ridotta, segnando un momento di transizione per il vivaio tricolore. Solo sei piloti italiani saranno ufficialmente al via tra Moto2 e Moto3, un numero decisamente lontano dall’abbondanza di talenti che ha caratterizzato il passato.

Nonostante la flessione numerica, i nomi in pista alimentano concrete speranze: l’esperienza consolidata di Tony Arbolino e Celestino Vietti in Moto2, la promettente scommessa del rookie Luca Lunetta, e soprattutto l’attesa per l’esplosione definitiva di Guido Pini in Moto3.

La pattuglia azzurra in Moto2

Nella classe intermedia, l’Italia schiera tre centauri. Due di questi condivideranno una formazione interamente tricolore, un segnale tangibile di un progetto ambizioso. Tony Arbolino (Fantic Racing) si conferma uno dei profili più completi della griglia. Dopo un 2025 complesso, affrontato con grande spirito di sacrificio, ha scelto di rilanciarsi con un team di vertice. Il 2026 è una stagione spartiacque per lui: l’obiettivo primario è lottare per il titolo mondiale e dimostrare di meritare il salto in MotoGP. La sua esperienza, velocità e maturità sono indiscutibili.

Celestino Vietti, cresciuto nell’orbita VR46, è ormai un veterano della Moto2. Il 2026 rappresenta l’anno della verità: dopo aver collezionato vittorie e dimostrato lampi di grande talento, è fondamentale trovare la continuità necessaria per ambire seriamente al titolo.

I recenti test invernali a Jerez e Portimão lo hanno visto subito brillante, spesso come miglior italiano in pista, a testimonianza di una maturità finalmente raggiunta.

Luca Lunetta è la novità assoluta, inserito nello stesso team di Vietti (SpeedUP Racing). Promosso dalla Moto3, affronta il suo anno da rookie con un contratto pluriennale e senza pressioni immediate di risultato. Fisicamente più adatto alle moto di media cilindrata, è un pilota che costruisce le prestazioni con metodo e progressione. Il 2026 sarà cruciale per misurare il suo reale potenziale nella nuova categoria.

La speranza italiana in Moto3

Anche nella classe leggera, gli italiani sono tre, ma l’attenzione è fortemente catalizzata su un nome che promette di diventare il nuovo punto di riferimento: Guido Pini.

Il passaggio a Leopard Racing segna una svolta cruciale, con una nuova moto, un nuovo ambiente, ma prestazioni subito di altissimo livello. Nei test invernali, il centauro tricolore ha impressionato per velocità e adattamento, candidandosi fin da subito alle posizioni di vertice. L’obiettivo è chiaro: riportare l’Italia a giocarsi il titolo Moto3. Restano da definire le prospettive di Nicola Carraro (Rivacold Snipers Team) e di Matteo Bertelle (LevelUp – MTA).