Un tifoso dell’Inter è ricoverato e piantonato all’ospedale Maggiore di Cremona dopo aver lanciato un petardo in campo durante la partita tra Cremonese e Inter. L’ordigno ha colpito il portiere grigiorosso Emil Audero, provocandone la sospensione temporanea del match al quinto minuto del secondo tempo.

Il gesto e le conseguenze immediate

Il petardo, lanciato dal settore ospiti, è esploso in prossimità di Audero, causandogli stordimento e una lesione lacero‑contusa alla coscia destra. Il gioco è stato interrotto per consentire i soccorsi.

Il responsabile e le sue condizioni

Le indagini hanno permesso di identificare il tifoso, che non risulta appartenere a gruppi organizzati. Nel tentativo di lanciare un secondo ordigno, il petardo gli è esploso in mano, provocando gravi lesioni alle falangi di due dita. Non è escluso un suo trasferimento in un centro specializzato. La sua posizione è al vaglio delle autorità: è improbabile un arresto immediato, ma è certa una denuncia accompagnata da Daspo.

Contesto e possibili sanzioni

Secondo il regolamento sportivo, la società è responsabile dei comportamenti dei propri tifosi. Se il giocatore colpito è in grado di proseguire la partita, il risultato resta valido e non si procede al 3‑0 a tavolino.

Tuttavia, il club nerazzurro rischia una multa che può arrivare fino a 50.000 euro, oltre a possibili provvedimenti per il settore ospiti o la curva, come la chiusura temporanea.

Il portiere Audero ha dimostrato professionalità, rialzandosi e proseguendo la gara. Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha definito il gesto “insulso” e “clamoroso per l’antisportività”, sottolineando che le autorità stanno indagando e che si tratta probabilmente di un episodio isolato.