I giornalisti di RaiSport ritireranno le proprie firme da tutti i servizi, collegamenti e telecronache per l’intera durata delle Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026. La protesta, decisa dal comitato di redazione e dal fiduciario, è motivata dal 'forte imbarazzo' suscitato dalla telecronaca della cerimonia d’apertura, affidata al direttore Paolo Petrecca.
La protesta e le sue motivazioni
La protesta è entrata in vigore lunedì 9 febbraio e proseguirà fino alla conclusione dei Giochi, prevista per domenica 22 febbraio. In questo periodo, i nomi dei professionisti Rai impegnati nella copertura olimpica non compariranno più nei materiali diffusi al pubblico.
La scelta è stata presa per sollecitare una presa di coscienza da parte dell’azienda riguardo al danno d’immagine arrecato “ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione di RaiSport che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”.
Gli errori contestati nella telecronaca
La decisione è scaturita dalle numerose imprecisioni commesse durante la cerimonia d’apertura. Tra gli errori più evidenti: la mancata menzione di alcuni campioni del mondo di pallavolo tedofori, citando solo Paola Egonu e omettendo Simone Giannelli, Anna Danesi, Simone Anzani e Carlotta Cambi. Si è registrata inoltre una confusione tra l’attrice Matilda De Angelis e la cantante Mariah Carey, l’identificazione errata di Kirsty Coventry, presidente del CIO, scambiata per la figlia del Presidente della Repubblica, e l’omissione dell’artista Ghali durante la sua esibizione.
Le conseguenze annunciate
Oltre al ritiro delle firme, la redazione ha annunciato un pacchetto di sciopero da attuare al termine delle Olimpiadi. È inoltre previsto un incontro tra Paolo Petrecca e l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, per discutere delle conseguenze della vicenda e del futuro della direzione di RaiSport.
Tensioni interne e comunicati sindacali
La protesta dei giornalisti è stata preceduta da una censura aziendale nei confronti di un comunicato sindacale dell’Usigrai, che definiva la telecronaca “imbarazzante” e lesiva della credibilità del servizio pubblico. L’Associazione Stampa Romana ha definito la mancata diffusione del comunicato come un “atto gravissimo, illegittimo e immotivato”, annunciando possibili azioni congiunte con la Fnsi e l’Usigrai.
La tensione interna è alimentata anche dal fatto che il piano editoriale di Petrecca era già stato respinto due volte dalla redazione, segnale di un malessere diffuso nei confronti della sua direzione.