È iniziata a Milano l’udienza davanti al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) per il ricorso presentato da Rebecca Passler contro la sospensione comminata dopo la positività al letrozolo. L’atleta chiede l’annullamento del provvedimento, sostenendo l’assenza di dolo e negligenza e attribuendo la positività a un caso di contaminazione, con l’obiettivo di poter partecipare ai Giochi Olimpici Invernali di Milano‑Cortina 2026.

Il contesto della sospensione

La sospensione provvisoria è scattata dopo un controllo antidoping fuori competizione, effettuato il 26 gennaio ad Anterselva su disposizione di Nado Italia.

La positività al letrozolo, sostanza vietata, ha portato all’esclusione dell’atleta dai Giochi. Nel ricorso, Passler contesta il provvedimento, chiedendo che venga revocato per “assenza di dolo e di negligenza” e per “caso di contaminazione” non imputabile.

Dettagli dell’udienza

L’udienza è iniziata alle 10:30 del 10 febbraio a Milano. La decisione del TAS non è attesa nella giornata odierna. Passler ha formalmente chiesto di poter partecipare alle Olimpiadi, sostenendo la propria innocenza e richiedendo l’annullamento della sospensione.

La posizione dell’atleta e del team

Il controllo antidoping che ha portato alla sospensione è stato effettuato il 26 gennaio ad Anterselva. Nel ricorso, Passler sostiene che si tratti di un caso di contaminazione e chiede “di annullare la sospensione per mancanza di dolo e negligenza e di consentirle di partecipare ai Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026”. La sospensione era stata notificata il 2 febbraio.