Vladyslav Heraskevych, atleta ucraino di skeleton escluso dalle Olimpiadi di Milano‑Cortina per aver indossato un casco commemorativo, ha espresso profondo disappunto riguardo alla decisione di ammettere atleti russi e bielorussi alle prossime Paralimpiadi. “È assurdo – ha dichiarato – che vengano regalati dei posti. È un po’ come se accettassimo ex soldati per dare loro l’opportunità di diffondere la propaganda russa con bandiere nazionali, con simboli nazionali. Sembra piuttosto folle.”
La presa di posizione dell’atleta giunge nel contesto della sua esclusione dalla competizione di skeleton, avvenuta dopo il suo rifiuto di rimuovere un casco raffigurante i volti di atleti ucraini deceduti durante l’invasione russa.
Il gesto, interpretato come una violazione delle norme sulla neutralità politica, ha comportato la sua squalifica.
Il contesto della squalifica di Heraskevych
Heraskevych era stato escluso dalla gara per aver scelto di indossare un casco con le immagini di atleti ucraini caduti in guerra, un simbolo di memoria che il Comitato Olimpico Internazionale ha ritenuto contrario alle regole sulla neutralità politica. Il suo rifiuto di adottare soluzioni alternative, come una fascia nera, ha suscitato reazioni significative sia in Ucraina sia a livello internazionale.
La partecipazione russa e bielorussa alle Paralimpiadi
L’Ucraina ha annunciato il boicottaggio della cerimonia d’apertura e di tutti gli eventi ufficiali delle Paralimpiadi in segno di protesta contro la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di ammettere sei atleti russi e quattro bielorussi sotto la loro bandiera nazionale.
Il ministro dello sport ucraino ha definito la scelta “deludente e oltraggiosa”, sostenendo che l’esposizione della bandiera russa equivale a legittimare propaganda di guerra.
La partecipazione di questi atleti è stata resa possibile dalla revoca delle restrizioni precedentemente imposte a seguito dello scandalo del doping del 2014 e dell’invasione del 2022, una decisione che ha generato ampie critiche a livello internazionale.