Alec Segaert è stato uno dei grandi protagonisti di questa settimana nel ciclismo professionistico. Il corridore belga del Team Bahrain ha sfiorato la vittoria alla Nokere Koerse di mercoledì 18 marzo, in cui è stato raggiunto ad un centinaio di metri dal traguardo dopo una fuga solitaria. Segaert ha ritentato l'avventura il giorno dopo al Gp Denain e stavolta è riuscito a portare a termine la sua azione conquistando la vittoria.
Multa e decurtazione di punti per Segaert
Tuttavia, il successo conquistato sul campo da Segaert al GP Denain è stato subito messo in discussione da un’indagine avviata dai commissari di gara.
Nel corso delle fasi finali della corsa, infatti, il corridore belga ha appoggiato gli avambracci al manubrio, tenendo i freni con la sola punta delle dita. Questa posizione è formalmente vietata dal regolamento UCI, che impone misure rigorose per garantire la sicurezza e la correttezza in gara e prevede che il manubrio venga impugnato e non semplicemente usato come un punto d'appoggio.
Per questa infrazione, Alec Segaert è stato sottoposto ad una penalizzazione: nei suoi confronti l’UCI ha disposto una multa di 500 franchi svizzeri e la decurtazione di 15 punti nella classifica internazionale. Fortunatamente per il corridore del team Bahrain, la sanzione si è fermata a questo e non è arrivata la temuta squalifica o l’esclusione dalla gara, possibilità contemplata dal regolamento stesso in caso di posizioni non conformi sulla bicicletta.
Per altri corridori squalifiche e cartellini
Questo episodio richiama alla mente casi simili già avvenuti nel recente passato nel mondo del ciclismo professionistico. Ad esempio, Pierre Thierry, corridore francese, venne squalificato dal Giro di Polonia 2025 proprio per aver adottato una posizione non consentita durante la corsa. All’inizio di questa stagione, Hugo Nunes fu invece ammonito con un cartellino giallo al Giro dell’Algarve sempre per motivi analoghi.
La vicenda di Alec Segaert e degli altri corridori sanzionati per vicende analoghe, sottolinea quanto il regolamento del ciclismo sia interpretabile in vari modi in questo punto, una situazione che dovrebbe far riflettere l'UCI.