Lorenzo Bacci, tiratore a segno italiano e protagonista dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020, ha condiviso una riflessione sul suo rapporto con i giovani atleti della nazionale. In un’intervista, Bacci ha ammesso che “all’inizio l’avvento dei giovani mi ha dato fastidio, poi sono diventati uno stimolo”.
Da atleta a ambassador: un nuovo ruolo alle Olimpiadi
Bacci ha raccontato la sua recente esperienza a Milano Cortina, dove ha partecipato alle Olimpiadi in una veste inedita: quella di ambassador. “Devo dire che è anche molto interessante perché vedere le Olimpiadi dall’altra parte della barricata è altrettanto divertente”, ha dichiarato.
Pur riconoscendo lo stress intrinseco di questo ruolo, Bacci ha evidenziato come questo sia “diluito nel corso delle giornate, mentre da atleta è un picco verticale proprio il giorno della gara o due giorni prima”.
La concorrenza interna come stimolo
Riguardo alla mancata partecipazione a Parigi 2024, Bacci ha spiegato: “Non ho partecipato e devo dire la verità perché ci sono dei ragazzi nella nostra nazionale che sono molto forti, addirittura in questo momento sono più forti di me. Ben venga che ci sia anche questa lotta interna per andare a giocarsi le Olimpiadi. Perché vuol dire che il movimento insomma sta crescendo”.
Ha poi citato un giovane talento emergente: “Abbiamo Danilo Dennis Sollazzo che è un nuovo ragazzo che sta facendo veramente il panico, cioè è fortissimo, è un talento incredibile”.
Il confronto con i più giovani è fonte di orgoglio per Bacci: “Per me è anche orgoglio, ti dico la verità, di riuscire a stare insieme a loro, ad allenarmi insieme a loro, a crescere anche insieme a loro nonostante l’età. Per me è divertente, divertente anche perdere da loro, perché molte volte perdo, perché sono veramente forti e quindi io faccio più la disciplina a 50 metri, dove riesco un po’ meglio a difendermi rispetto all’area compressa”.
Infine, ha spiegato come la concorrenza inizialmente lo avesse infastidito: “Mi scocciava all’inizio perché l’avevo vista sotto un altro tipo di idea, quando sei tra i primi, tra i più forti, perdere il posto in nazionale oppure dover combattere e lottare con un altro compagno, sportivamente ovviamente, se non sei abituato c’è il rischio di farti anche troppe domande.
Poi nel lungo, dopo il primo anno che ero lì che mi facevo troppe domande, mi sono accorto che erano invece il punto da dover ripartire per avere la motivazione e la carica giusta”.
Prossimi obiettivi internazionali
Bacci ha illustrato il suo calendario imminente: “Abbiamo una gara a Dortmund, che non è una gara ISSF, quindi del torneo mondiale, ma è una gara di preparazione, dove lì è indoor, quindi non hai nemmeno il problema del vento… Coppa del Mondo a Granada e lì sarà open, quindi sarà all’aperto. Io farò solo 50 metri… Poi gli Europei in Croazia. A novembre invece i Mondiali di Doha dove ancora è tutto aperto, quindi non sono ancora qualificato. A livello interno dobbiamo fare le nostre selezioni e ovviamente i direttori tecnici faranno le loro valutazioni in base a quelle che sono le prestazioni degli atleti.
Siamo tra i primi sport che vedranno aperto il percorso di qualificazione, già a novembre”.
Il profilo di Bacci nel contesto sportivo
Lorenzo Bacci è un tiratore a segno italiano, allievo del tecnico Aldo Vigiani e compagno di Niccolò Campriani. Ha conquistato il titolo tricolore nella categoria Giovanissimi a dieci anni e ha vinto l’oro europeo nella carabina nel 2013. È atleta delle Forze dell’Ordine e ha partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020.