Gianluca Rocchi, il designatore arbitrale autosospeso, si trova al centro di una complessa inchiesta per frode sportiva che coinvolge anche altri esponenti del mondo arbitrale. L'attenzione mediatica e giudiziaria si concentra sugli interrogatori in Procura e sulla richiesta di atti da parte della Procura federale, mentre Rocchi non si è presentato all'audizione a cui era atteso, suscitando ulteriori interrogativi.

L'inchiesta della Procura di Milano e i primi interrogatori

La Procura di Milano ha avviato una serie di interrogatori nell'ambito dell'indagine per frode sportiva che vede implicati Gianluca Rocchi e altri arbitri o ex arbitri.

Tra le figure ascoltate come testimoni figurano Riccardo Pinzani, ex arbitro e attuale club referee manager della Lazio, e Andrea Butti, responsabile dell'ufficio Competizioni della Lega Serie A. Entrambi sono stati sentiti per oltre tre ore. Le audizioni si sono focalizzate sui rapporti tra Rocchi e i club, con particolare attenzione alle intercettazioni che lo riguardano.

Il ruolo della Procura federale e l'assenza di Rocchi all'audizione

Contemporaneamente, il procuratore federale Giuseppe Chinè ha confermato di aver ricevuto un esposto. Questo documento, firmato dall'assistente Domenico Rocca, faceva riferimento a un presunto intervento esterno nella sala VAR durante la partita Udinese-Parma.

L'archiviazione sportiva di cui si è parlato in precedenza riguardava esclusivamente quel caso specifico. Tuttavia, la Procura federale ha richiesto formalmente gli atti dell'indagine penale in corso, con l'obiettivo di valutare l'eventuale emersione di nuovi elementi disciplinari. La mancata presentazione di Gianluca Rocchi all'interrogatorio in Procura ha aggiunto un elemento di incertezza al quadro generale.

Intercettazioni e presunte "pretese" dei club

Le audizioni di Pinzani e Butti hanno permesso di fare luce su alcune intercettazioni risalenti a oltre un anno fa, le quali coinvolgerebbero direttamente Gianluca Rocchi e diversi club. In particolare, l'indagine si concentra su presunte "pretese" avanzate dai club in merito alle designazioni arbitrali.

Vengono inoltre esaminati i rapporti tra Rocchi e Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter, sebbene quest'ultimo non risulti attualmente indagato nell'inchiesta.

Il procuratore Chinè ha ribadito con chiarezza che l'archiviazione in ambito sportivo era circoscritta unicamente all'esposto relativo alla gara Udinese-Parma. Ha inoltre sottolineato che la Procura federale è pronta a riaprire l'indagine qualora dovessero emergere nuovi elementi considerati rilevanti per il procedimento. Il contesto resta fluido: l'assenza di Rocchi all'interrogatorio e la formale richiesta di atti da parte della Procura federale sono segnali che la vicenda è tutt'altro che conclusa e che potrebbero verificarsi sviluppi significativi nei prossimi giorni.