Nel fine settimana, durante la tappa di Coppa del Mondo di combinata nordica a Lahti, in Finlandia, debutta un nuovo format: la team sprint mista. Si tratta di una prova inedita, mai disputata prima, che vede una coppia, composta da un uomo e una donna, affrontare salto e sci di fondo alternati. L’obiettivo è chiaro: convincere il Comitato Olimpico Internazionale a mantenere la disciplina nel programma dei Giochi invernali, in vista delle Olimpiadi sulle Alpi Francesi 2030.
Il format della gara
La team sprint mista prevede che ciascun componente della coppia esegua un salto sul trampolino.
Successivamente, nella frazione di sci di fondo, entrambi percorrono quattro segmenti da 1,5 chilometri, alternandosi: l’uomo gareggia nei tratti dispari, la donna in quelli pari, fino al taglio del traguardo. Rispetto alle tradizionali team sprint, questa versione aggiunge una frazione in più e mescola i generi, favorendo chi possiede qualità nel fondo, in particolare le donne.
Un messaggio al CIO
Il format è concepito come un test da mettere in vetrina prima della fine della stagione 2025‑26, con l’intento di persuadere il CIO a non escludere la combinata nordica dal programma olimpico. La disciplina si trova di fronte a un bivio: per garantire la parità di genere, il CIO potrà inserire la versione femminile, assente a Milano‑Cortina 2026, oppure eliminarla del tutto.
La team sprint mista è dunque una sorta di “ultima spiaggia”, un messaggio implicito: “Rispettabile CIO, volendo possiamo avere una prova a squadre con uomo e donna. Non l’abbiamo mai fatto, però volendo si fa”.
“Quote ridotte? Nessun problema. Piuttosto che niente, è meglio piuttosto”. In altre parole, la disciplina prova ad adattarsi alle circostanze e si rifugia in una sorta di ultima spiaggia. Basterà per non essere sconfitta? La risposta arriverà in primavera. Nel frattempo, si spera che la gara di sabato possa essere spettacolare e degna del palcoscenico supremo.
La disciplina punta all’inclusività
La Coppa del Mondo di combinata nordica 2025‑26 vede già assegnata la Sfera di cristallo femminile alla norvegese Ida Maria Hagen, mentre in campo maschile Johannes Lamparter ha un vantaggio rassicurante.
La team sprint mista si inserisce in questo contesto come un esperimento innovativo, con l’intento di dimostrare che la disciplina può evolvere verso una maggiore inclusività e sostenibilità olimpica.