Sabato 7 marzo Siena ospita la ventesima edizione della Strade Bianche, con partenza e arrivo nella storica Piazza del Campo. La competizione vede il grande ritorno di Tadej Pogacar, al suo debutto stagionale, accreditato come favorito per conquistare quello che sarebbe il suo quarto successo nella prestigiosa corsa toscana. Per quanto riguarda le speranze italiane, l'attenzione è rivolta al giovane Giulio Pellizzari.
Il ritorno di Pogacar e il cippo a suo nome
Tadej Pogacar ha già iscritto il suo nome nell'albo d'oro della Strade Bianche nelle edizioni del 2022, 2024 e 2025, affermandosi in tutte le occasioni con attacchi solitari e distacchi significativi.
L'anno precedente, nonostante una caduta a circa cinquanta chilometri dal traguardo, è riuscito a recuperare e a staccare il leader di gara, Thomas Pidcock, in una vittoria che è rimasta impressa nella memoria degli appassionati. Un eventuale quarto trionfo gli permetterebbe di superare il record di tre vittorie detenuto da Fabian Cancellara.
A testimonianza del suo legame con la corsa, un tratto sterrato di Colle Pinzuto è stato intitolato al campione sloveno, portando ora il suo nome. Pogacar ha espresso la sua gratitudine: "Per me è un onore entrare nella storia di questa corsa, da sempre una delle mie preferite. Vincerla tre volte è stata la realizzazione di tanti sacrifici e spero di essere tra i protagonisti anche sabato, in quello che sarà il mio debutto stagionale".
Gli italiani in gara e le ambizioni di Pellizzari
Tra i numerosi partecipanti italiani, Giulio Pellizzari si distingue come il corridore con le maggiori potenzialità per ottenere un risultato di rilievo. Il giovane atleta, al suo esordio assoluto nella Strade Bianche, ha già dimostrato notevoli doti in salita, caratteristiche che potrebbero rivelarsi decisive su un percorso noto per le sue ascese impegnative e i tratti in ghiaia.
Altri azzurri da tenere sotto osservazione includono Filippo Zana, reduce dalla vittoria del Giro di Sardegna, Andrea Bagioli, Andrea Vendrame e Alberto Bettiol. Quest'ultimo, alla sua undicesima partecipazione, vanta una profonda conoscenza dei percorsi sterrati.
Il percorso della Strade Bianche
Il tracciato della Strade Bianche 2026 si estende per 201 chilometri, intervallati da quattordici settori di sterrato. I tratti più impegnativi sono rappresentati da San Martino in Grania (9,4 km) e Monte Sante Marie (11,5 km), entrambi classificati con il massimo punteggio di difficoltà (cinque stelle). Seguono Monteaperti, un settore breve ma caratterizzato da pendenze superiori al dieci per cento, e poi Colle Pinzuto (2,4 km, con picchi del 15%) e Le Toffe (900 metri, con una pendenza media dell'8% e massima del 21%). A soli due chilometri dal traguardo, i corridori affronteranno l'ultimo strappo in via Santa Caterina, con pendenze che raggiungono il sedici per cento.
Pur presentando un percorso leggermente meno duro rispetto ad edizioni passate, la Strade Bianche conserva intatta la sua spettacolarità e la sua capacità di selezionare i corridori, culminando con l'emozionante arrivo in lastricato nella Piazza del Campo.
Il programma di Pogacar
La scelta di Tadej Pogacar di iniziare la stagione proprio con la Strade Bianche risponde a una strategia mirata a preservare motivazione e condizione fisica, posticipando le corse a tappe a un periodo successivo. Il suo programma primaverile prevede la partecipazione a cinque Classiche, tra cui la Milano–Sanremo e la Parigi–Roubaix, due competizioni che ancora non ha vinto e che rappresentano obiettivi primari per alimentare la sua insaziabile fame di successi.
Il riconoscimento del cippo a suo nome nel tratto di Colle Pinzuto rappresenta un'onorificenza rara, solitamente riservata ai ciclisti che hanno raggiunto la vetta della corsa per tre volte, come nel caso di Fabian Cancellara.