La FIA ha introdotto il sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) per le Power Unit, con l’obiettivo di prevenire un dominio prolungato di un costruttore sin dall’inizio di una nuova era tecnica.
Questo meccanismo prevede valutazioni a punti fissi durante la stagione, consentendo ai fornitori in ritardo di ricevere opportunità di sviluppo aggiuntive. Tali opportunità includono ore supplementari al banco prova, modifiche omologate o agevolazioni sul tetto di spesa, differenziandosi da un tradizionale Balance of Performance (BoP).
Il funzionamento del sistema ADUO
L’ADUO si distingue per non penalizzare il costruttore già avvantaggiato, bensì per offrire una “via di risalita” a chi si trova in ritardo tecnico, promuovendo così l'equilibrio competitivo. I dettagli operativi precisi – criteri di misurazione del gap, tempistiche e quantità degli interventi – non sono ancora stati definiti e restano da seguire nei prossimi mesi.
Prospettive e impatto sulla Formula 1
Il sistema è stato concepito per evitare un dominio prolungato di un produttore di motori, come già accaduto in passato. L’ADUO funge da “paracadute regolamentare” per i team in svantaggio, fornendo misure compensative per prevenire la supremazia ininterrotta di un singolo fornitore.
Ferrari punta a sfruttare l’ADUO per colmare il divario prestazionale con Mercedes. Il team principal Fred Vasseur ha evidenziato un deficit di velocità in rettilineo nelle prime gare della stagione 2026, una condizione che potrebbe rendere la Scuderia idonea a ricevere un aggiornamento della Power Unit a metà stagione, qualora l’indice di prestazione della FIA lo confermi.
Nello specifico, se dopo sei gare il motore Ferrari dovesse risultare più lento di almeno il 2% rispetto al migliore, la squadra potrebbe beneficiare di un aggiornamento durante la stagione e di un altro nel 2027. Un divario superiore al 4% consentirebbe due aggiornamenti in ciascuna delle due stagioni.
L’ADUO, quindi, non intende livellare artificialmente le prestazioni, ma mira a impedire che uno svantaggio tecnico diventi strutturale, fornendo strumenti concreti per il recupero del terreno.