Renzo Furlan, ex numero diciannove del mondo e figura di spicco del tennis italiano, ha analizzato il recente successo di Jannik Sinner a Indian Wells, dove il giovane azzurro ha sconfitto Daniil Medvedev in finale con un doppio tie-break. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, Furlan ha commentato: “Sinner è tornato? Credo che Jannik non se ne sia mai andato”. Ha poi aggiunto che, sebbene ci si aspetti sempre la vittoria da Sinner, la competizione rimane “tosta”. La vittoria a Indian Wells è stata definita “grandissima”, poiché si trattava dell’unico Masters 1000 sul cemento che mancava al suo palmarès, conquistato “in maniera autoritaria” contro un avversario di rilievo come Medvedev, che aveva precedentemente eliminato Alcaraz.
I progressi nel servizio e la mentalità vincente
Furlan ha posto particolare enfasi sui miglioramenti nel servizio di Sinner: “Sul servizio ci lavora già da un po’”, ha spiegato, sottolineando come ora “sta servendo al top della forma”. Questo aspetto, secondo l’ex tennista, gli permette di “togliersi dai guai con la prima, quando i momenti diventano difficili”. Ha evidenziato come il servizio sia stato determinante nel primo set della finale contro Medvedev, contribuendo a vincere un parziale “difficilissimo”. Furlan ha descritto questa attenzione ai dettagli come “il marchio di Jannik”, un elemento che gli consente di “continuare a lavorare su quei piccoli aspetti, su quei piccoli dettagli che continuano a tenerlo ai massimi livelli”.
L’ex numero diciannove ha ricordato anche le difficoltà passate legate al caso Clostebol, che aveva impedito a Sinner di partecipare a Indian Wells l'anno precedente. La vittoria attuale assume quindi un significato ancora maggiore: “Il fatto che abbia vinto Indian Wells dopo tutte le vicissitudini legate al Clostebol, mi fa ancora più piacere”. Furlan ha definito la vicenda come “una ferita completamente rimarginata”, ribadendo che “questo Jannik è ancora al top”. Ha inoltre elogiato l’intelligenza e la motivazione del giocatore, qualità che gli permettono di comprendere come “i match più duri, contro gli avversari più forti, si vincono su pochissimi momenti che possono fare la differenza”.
La sua prestazione contro Medvedev è stata vista come una dimostrazione di essere “il giocatore più presente mentalmente nel circuito”.
Prospettive future: Miami e la stagione sulla terra
Guardando alla stagione imminente, Furlan si è mostrato ottimista riguardo alle prestazioni di Sinner sulla terra battuta. Ha sottolineato l’importanza dei giorni di recupero prima del torneo di Miami, utili per “ricaricare le pile”. Furlan si è detto “molto curioso della stagione sul rosso di Sinner”, ritenendo che abbia “le armi per vincere uno o più Masters 1000 sul rosso”. Ha menzionato la determinazione del giocatore e il suo “dente avvelenato” per le finali perse a Roma e Parigi. L’unico avversario considerato in grado di impensierirlo rimane “il solito Alcaraz”, pur non escludendo l'emergere di “qualche outsider”.
Infine, Furlan ha commentato il momento di Jasmine Paolini, sua ex allieva per dieci anni. Nonostante alcune difficoltà, ha evidenziato che, confrontando la stagione attuale con la precedente, Paolini ha vinto lo stesso numero di partite. Ha espresso grandi aspettative per la tennista, attualmente numero 7 del mondo, e si è detto curioso di vederla a Miami, pur riconoscendo un tabellone “molto difficile”. Ha ricordato come l’anno precedente, nonostante un percorso simile, Paolini raggiunse la semifinale, dando inizio a una serie di successi. Furlan ha concluso affermando che Paolini gioca “molto bene anche sulla terra” e che ci si può aspettare da lei “cose notevoli anche quest’anno”.