Juan David Sierra, ventunenne di padre colombiano e madre calabrese, residente a Barbaiana di Lainate, si afferma come uno dei talenti emergenti nel panorama del ciclismo italiano, sia su strada che su pista. Attualmente al terzo anno nella formazione development della Tudor, Sierra ha tracciato un bilancio decisamente positivo della sua crescita, evidenziando il lavoro costante volto a compiere il salto di qualità tra gli Under23 e a guadagnarsi il passaggio tra i professionisti nella prossima stagione.
Bilancio e ambizioni di crescita
“Fino a questo momento il bilancio è sicuramente positivo.
Anno dopo anno ho sentito di crescere, sia dal punto di vista fisico che mentale, e di migliorare sotto tanti aspetti. Sto lavorando per fare un ulteriore step in avanti e mi auguro che questa stagione possa essere quella decisiva per compiere il salto di qualità che sto cercando”, ha dichiarato Sierra. Il giovane corridore ha inoltre ricordato con particolare emozione la vittoria alla Parigi‑Troyes, conquistata in un momento delicato, dopo essere stato escluso dal Giro Next Gen: “È stata una vittoria speciale, arrivata in un momento particolare… Vincere la Parigi‑Troyes mi ha dato grande soddisfazione e mi ha permesso di trasformare una delusione in uno stimolo ulteriore”.
Versatilità tra strada, pista e multidisciplina
Il corridore si definisce “veloce, con uno spunto rapido, ma credo di poter fare bene anche nelle Classiche del Nord”. Il suo programma su strada prevede l’esordio a inizio marzo con la Umag Classic e la Porec Classic, seguito da gare in Belgio e dalla Settimana Coppi e Bartali. Sul fronte pista, Sierra ha sottolineato l’importanza della multidisciplina: “Assolutamente sì. Ritengo che mantenere la strada come attività principale sia molto utile anche per la pista. La multidisciplina mi ha sempre dato benefici, soprattutto in termini di resistenza e capacità di gestione dello sforzo”.
Il prezioso insegnamento di Viviani e il sogno olimpico
Tra i momenti più formativi della sua carriera, Sierra ha ricordato l’esperienza vissuta al fianco di Elia Viviani durante il suo ultimo Mondiale: “Elia mi ha insegnato molto, soprattutto nell’approccio alla corsa.
Mi ha trasmesso l’importanza di porsi obiettivi chiari e lavorare in maniera metodica per raggiungerli. Da un campione come lui si può solo imparare: per me è stato un onore condividere diverse esperienze al suo fianco”.
Infine, riguardo al sogno olimpico, Sierra ha espresso un desiderio misurato ma ambizioso: “Prima di tutto spero di meritarmi la convocazione. Poi, se avrò l’opportunità di essere lì, darò tutto per giocarmi le mie carte. Sarebbe un sogno, ma preferisco pensare passo dopo passo”.