La Milano-Sanremo di ciclismo sabato scorso ha riservato un momento cruciale a circa 32 chilometri dal traguardo, quando Tadej Pogačar è stato protagonista di una caduta rovinosa. L'incidente è stato dovuto a un suo stesso errore, che ha innescato una maxi-ricaduta coinvolgendo diversi big della corsa. In quell’istante, sembrava che la gara dello sloveno fosse compromessa, ma l’ex professionista Tom Danielson ha offerto una prospettiva completamente diversa.

'La caduta ha messo Pogacar in una posizione più vantaggiosa'

Attraverso un’analisi pubblicata sui suoi spazi social, Danielson sostiene che quel momento di caos non sia stato una catastrofe, bensì una spinta decisiva per una delle performance più impressionanti del ciclismo moderno.

Secondo l’americano, la caduta ha cambiato le dinamiche della corsa, indurendola, e ha fornito a Pogačar la scintilla necessaria per prendere il controllo della situazione e ribaltare le sorti della gara.

Un dettaglio curioso sottolineato da Danielson riguarda anche il principale rivale dello sloveno, Mathieu van der Poel, anch’egli coinvolto nell’incidente. Danielson ha sottolineato che questo episodio ha alterato profondamente lo svolgimento della Sanremo e i rapporti di forza tra i due principali favoriti: "Sebbene l’incidente abbia influito negativamente sulla prestazione di Tadej, credo che lo abbia aiutato a vincere mettendolo in una posizione più vantaggiosa rispetto a Van der Poel", spiega l’ex corridore statunitense.

'Ha percorso la Cipressa più veloce di sempre'

Entrambi gli atleti hanno dovuto compiere uno sforzo massimo per rientrare nel gruppo di testa, trasformando la Cipressa, punto chiave per un attacco di Pogacar, in una battaglia estenuante ben più lunga e impegnativa del solito. Nonostante l’impressione che Van der Poel fosse meno affaticato durante l'inseguimento, Danielson ritiene che lo sforzo supplementare richiesto per recuperare abbia in realtà avvantaggiato proprio Pogačar, portandolo a dominare la parte conclusiva della gara.

L’ex professionista riassume il suo ragionamento con queste parole: "La caduta ha creato il suo campo di battaglia". Aggiunge che l’incidente ha reso la corsa molto più dura, elemento che paradossalmente ha giocato a favore dello sloveno.

Danielson sottolinea come lo sforzo profuso dallo sloveno sulla Cipressa sia stato sensazionale: "Ha percorso la Cipressa più veloce di sempre, e per di più controvento".

Stabilire un tempo record in queste condizioni, poco dopo una caduta tanto pesante, diventa quasi un’impresa sovrumana. L’ex ciclista americano ha confessato quanto fosse difficile credere ai propri occhi di fronte a una simile prestazione: "Ho dovuto riguardare le immagini per convincermi". Da qui la sua conclusione lapidaria e carica di enfasi: "Questo incidente è stata la cosa migliore che potesse capitare a Pogačar".