Maria Centracchio, ex judoka italiana medaglia di bronzo nei 63 kg alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ha condiviso riflessioni sincere sul suo percorso sportivo e umano, focalizzandosi sul rapporto con la famiglia, il ritiro dall’agonismo e l’avvio della nuova carriera da allenatrice.

Il peso delle aspettative e il ruolo del padre

Durante un’intervista, Centracchio ha evidenziato il ruolo centrale del padre, anch’egli allenatore, nella sua crescita sportiva e personale. “La cosa più complicata è poi non riuscire a distinguere la parte familiare da quella sportiva… mio padre per me, ma anche per i miei fratelli, è stato più un maestro che un padre.

Quindi questo è un po’ pesante, no?” ha affermato. Ha aggiunto che, a differenza dei fratelli, lei è sempre stata percepita come “la meno talentuosa, e la meno portata per questo sport”. Questa percezione, tuttavia, le ha permesso di non subire la stessa pressione, favorendo una migliore espressione delle sue capacità.

Il percorso verso Tokyo e la maturazione personale

Centracchio ha descritto le sfide affrontate per la qualificazione a Tokyo 2020, complicate dalla pandemia e da problemi di salute come la mononucleosi e il Covid. Ha raccontato che al Mondiale, ultima opportunità per qualificarsi, la gara “non va bene, ma per fortuna non mi supera nessuno”. La certezza matematica della qualificazione le ha portato un senso di liberazione, vissuto come “la più grande vittoria”.

La medaglia di bronzo olimpica è stata significativa non solo per il risultato sportivo, ma anche per la consapevolezza della propria maturazione.

Il ritiro e la nuova prospettiva

Il ritiro dall’attività agonistica è avvenuto subito dopo i Giochi. Centracchio ha spiegato di non possedere all’epoca la maturità necessaria per proseguire: “l’equazione ‘io devo fare sempre più degli altri per ottenere la metà di quello che ottengono gli altri’… fisicamente proprio non me la sentivo e anche mentalmente… preferisco darmi ad altro”. Ha ipotizzato che con la maturità attuale avrebbe potuto trovare un nuovo equilibrio, ma ha scelto di dedicarsi allo studio e alla crescita personale, mettendo a disposizione degli altri il bagaglio di esperienze acquisite.

Il futuro da allenatrice

Attualmente allenatrice, Centracchio guarda al futuro con entusiasmo: “sapere di essere riuscita a dare a un mio atleta gli strumenti per arrivare a un’Olimpiade… sarebbe veramente poter riuscire a mettere insieme tutto”. L’obiettivo di trasmettere agli altri il significato profondo delle Olimpiadi rappresenta per lei una meta personale e gratificante.

Un percorso di successi e sfide

Maria Centracchio, originaria di Castel di Sangro ma molisana di Rocchetta a Volturno, è agente della Polizia di Stato. Il suo palmarès include il bronzo ai Giochi Europei di Minsk 2019 e l’oro al Grand Prix di Tel Aviv 2019 nella categoria -63 kg. Nel 2021 ha conquistato il bronzo olimpico a Tokyo. Nel 2022 ha reso pubblica la sua diagnosi di fibromialgia. Nel 2024 ha annunciato il ritiro dall’attività agonistica per intraprendere la carriera da allenatrice.