La stagione 2026 di Formula 1 si apre sotto una nuvola scura per Aston Martin. La squadra, guidata da Adrian Newey, rischia infatti di presentarsi al Gran Premio d’Australia solo per “onor di firma”, a causa di gravi problemi di affidabilità del motore Honda emersi durante i test invernali.

Problemi emersi nei test invernali

Durante le sessioni di pre-stagione, Aston Martin ha accumulato un numero esiguo di chilometri in pista, trascorrendo gran parte del tempo in garage. Le vibrazioni generate dal motore V6 Honda hanno causato danni alla batteria del sistema ibrido, compromettendo l’affidabilità dell’intero pacchetto.

A ciò si aggiungono le continue rotture che hanno esaurito le scorte di ricambi, lasciando il team in una situazione di grave difficoltà in vista della gara inaugurale.

Scenari per Melbourne

La squadra ha valutato l’ipotesi di non partecipare al GP per “motivi di forza maggiore”, ma tale decisione avrebbe comportato pesanti sanzioni per violazione del Patto della Concordia. La soluzione attualmente al vaglio consiste nel recarsi in Australia, qualificarsi rispettando il limite del 107%, percorrere solo pochi giri e poi ritirarsi. Questo approccio limiterebbe i rischi e consentirebbe di preservare i componenti.

È stata attivata un’unità di crisi: Andy Cowell, ex responsabile motori Mercedes, è volato a Sakura per collaborare con i tecnici Honda nella ricerca di contromisure efficaci.

La gravità della situazione

La gravità della situazione è stata ammessa da Honda, che ha definito i problemi “estremamente gravi”. I vertici di HRC hanno dichiarato che le vibrazioni derivano da molteplici fattori, tra cui modifiche alla power unit e all’integrazione con il telaio. Non è ancora chiaro se intervenire su un singolo componente possa risolvere l’intera problematica. I test in Bahrain hanno evidenziato come Aston Martin sia stata la squadra con il minor numero di giri completati: Fernando Alonso e Lance Stroll hanno totalizzato appena 334 tornate, a fronte delle oltre 700 di molte altre scuderie.